«Campi nomadi, una polemica pre-elezioni sulla nostra pelle»
Vladimiro Torre, portavoce dei sinti, sulla raccolta di firme: «È solo propaganda Stop ai pregiudizi: qui si lavora e si pagano le tasse, chi ruba vada in carcere»
CORREGGIO
«Una propaganda tanto per dire, con lo scopo di dividere i buoni dai cattivi.Stanno facendo campagna elettorale sulla nostra pelle. Mi dica il consigliere Andrea Nanetti e il collega o amico Davide Menozzi se sono più italiani loro o siamo più italiani noi, dato che siamo in Italia dal 1420. Se questi signori mi dimostrano di essere più italiani di noi, vado dove mi dicono di andare».
Così replica Vladimiro Torre, 70 anni, referente dei sinti, il quale non ha gradito le dichiarazioni dei promotori della petizione organizzata in questi giorni sui campi nomadi del territorio comunale di Correggio.
Gli organizzatori della petizione hanno scritto al ministro Salvini e al presidente della Regione Bonaccini, spiegando di avere finora raccolto, su cartaceo e online, 422 firme. E aggiungono che, non avendo ancora ottenuto risposte dal sindaco di Correggio alle 8 domande sulla situazione di degrado dei campi nomadi, hanno deciso d'inviare il tutto anche al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, oltre che al ministro degli interni, Matteo Salvini.
Ma replica Vladimiro Torre: «Ho 70 anni, sono appena tornato dall'ospedale. Ho letto della petizione, della divisione tra cittadini di serie A o serie B. E' una propaganda per mettere confusione tra la gente? Per mettere paura? Fomentare l'odio contro sinti e rom? Cosa significa la lettera a Salvini? Dobbiamo aspettarci orde di “camicie verdi” che minacciano di mandarci via? Perché non vengono a trovarmi, così ho la possibilità di far vedere a questi signori della petizione che si stanno sbagliando. Con la sindaca Ilenia Malavasi ho buoni rapporti. Ogni mercoledì vengono a ritirarci i rifiuti. Pago ogni fine mese acqua e luce».
«I miei figli lavorano tutti e pagano le tasse come tutte le persone perbene – aggiunge Torre –. Siamo stati sempre disponibili con tutti, ma siamo sempre oggetto di pregiudizio. Ho sempre sostenuto che chi ruba deve restare in carcere. Chi si comporta male deve avere la giusta punizione. Da tanto sostengo che occorrerebbe fare microaree in ogni Comune che possano accogliere al massimo una quindicina di persone. Ci voglioni i terreni che potremmo anche pagare noi, con il contributo delle istituzioni pubbliche. Queste zone, più piccole sono e più sono controllabili per prevenire episodi di microcriminalità, come furti e spaccio di droga. Così come tra gli italiani o extracomunitari, anche tra noi ci sono gli onesti e i disonesti. I nostri figli – conclude Vladimiro Torre – devono andare scuola e devono trovare opportunità di lavoro. E chi sbaglia paga». —
M.P.
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