Gazzetta di Reggio

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Il FUTURO DEL SINDACATO 

Congresso Cgil, Mora ci riprova (in salita) e va a caccia di una maggioranza solida

Luciano Salsi
Congresso Cgil, Mora ci riprova (in salita) e va a caccia di una maggioranza solida

Le tappe cruciali: il 23 e 24 ottobre sarà la volta delle consultazioni provinciali per arrivare a gennaio a quelle nazionali 

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REGGIO EMILIA

La lunga marcia della Cgil prende il via oggi con la prima categoria, la Filctem (ceramiche, tessili e energia) che convoca il congresso provinciale e proseguirà giorno per giorno fino alle tappe cruciali del 23-24 ottobre, quando si riunirà il XVIII congresso della Camera del Lavoro territoriale, del 19-21 novembre (congresso regionale a Bologna) e, infine, del 22-25 gennaio, quando a Bari si celebrerà il congresso nazionale.



Anche a livello locale il dibattito sarà incentrato sui due documenti scaturiti dal direttivo nazionale, quello elaborato da una schiacciante maggioranza, intitolato “Il lavoro”, e quello (“Riconquistiamo tutto”) espresso da una minoranza di scarsissimo peso, che si ispira a ciò che resta dell'estrema sinistra. Non sarà una guerra fra tesi contrapposte, vista la riconciliazione fra la segretaria uscente Susanna Camusso e il reggiano Maurizio Landini, al quale si potrebbe così aprire la strada per la successione. La possibile ascesa di quest'ultimo sembra favorire la corrente landiniana, che a Reggio è sempre stata prevalente in controtendenza rispetto al quadro nazionale.



Tant'è che quella del segretario uscente Guido Mora è finora l'unica candidatura avanzata per la guida della Camera del Lavoro. Mora è un sindacalista di provenienza operaia. Nel 1998 era diventato il segretario provinciale della Fiom, il sindacato dei metalmeccanici dominato da Landini. Dal 2006 faceva parte della segreteria della Camera del Lavoro, al cui vertice è stato eletto nel marzo 2014, al termine del XVII congresso. Lo appoggiavano, oltre alla Fiom, il sindacato dei trasporti, i grafici e spezzoni di altre categorie, fra cui una parte dei pensionati Spi, che da soli rappresentano circa la metà degli iscritti. In sostanza poteva contare su un 53-54% delle forze in campo, una maggioranza risicata minacciata non tanto da controversie ideologiche, quanto da divergenze di carattere organizzativo e gestionale. Perciò si pensa che punti ad allargare il consenso in questo XVIII congresso convocato con un ritardo di sei mesi. Qualora Susanna Camusso indicasse Landini come suo successore, la strada gli sarebbe spianata. Si ritiene che la segretaria uscente possa sciogliere la riserva nei prossimi giorni. Un'altra incognita è rappresentata dall'età. Avendo ormai 60 anni, Mora non è lontano dal pensionamento. La sua potrebbe essere una segreteria ad interim, destinata a concludersi prima della scadenza quadriennale. In tal caso dovrebbe preparare il terreno per la successione dell'uomo che più gli è vicino, quel Valerio Bondi eletto nel 2014 alla guida della Fiom.



Intanto si avviano alla conclusione le assemblee precongressuali, a cui erano invitati circa 112mila iscritti (50.840 lavoratori attivi e 61.277 pensionati). Finora ne sono state convocate 1700. L'ultima si terrà venerdì 12. I congressi di categoria proseguiranno domani con la Fillea (edili), il giorno 8 con la Funzione pubblica e la sanità (Fisac), il 9 con la Filcams (commercio), il 10 e l'11 con la Fiom, l'11 con la scuola (Flc), il 12 con i trasporti (Filt) e le telecomunicazioni (Slc), il 15 con i lavoratori interinali e precari (Nidil), il 16 con gli alimentaristi (Flai) e il 17-18 con i pensionati (Spi).



Il congresso della Camera del Lavoro concluderà i lavori in ambito provinciale. Si riunirà nel teatro Ariosto e vi parteciperanno 509 delegati eletti tra i lavoratori attivi e i pensionati nelle precedenti assemblee congressuali. La Cgil, nonostante la storica vicinanza ai partiti di sinistra, ha accentuato negli ultimi tempi la sua autonomia, al punto che non pochi iscritti hanno votato per i Cinque Stelle e perfino per la Lega. —





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