Gazzetta di Reggio

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la protesta 

Ma i poliziotti attaccano: «I turni sono massacranti»

I due maggiori sindacati che a Reggio rappresentano il 60% degli agenti inviano due documenti di richieste al questore

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Reggio Emilia

Non è una rivolta, ma poco ci manca. Le parole che le due maggiori sigle sindacali di polizia a Reggio Emilia e provincia, il Sindacato italiano unitario lavoratori polizia e il Sindacato italiano appartenenti polizia, scrivono nero su bianco in due documenti rivolti alla dirigenza della questura sono tutt’altro che morbide.

I due organi di rappresentanza sindacale, che complessivamente contano fra i propri iscritti circa il 60% dei poliziotti impegnati sul nostro territorio, lamentano che non si terrebbe «minimamente conto di piccole e grandi violazioni contrattuali», una «scarsa organizzazione di servizi ampiamente programmabili» e i turni «massacranti a cui sono sottoposti i colleghi».

Il siulp

L’attacco del segretario provinciale del Siulp, Michele Rossi, parte proprio dall’operazione di controllo del territorio che ha portato all’espulsione dei tre stranieri. «Il risultato conseguito è stato comunicato in corso d’opera alla stampa e mediaticamente proposto come un’operazione che proiettava l’efficienza dell’organizzazione Questura e rimbalzato su tutti i notiziari locali all’ora di cena – spiega Rossi – lo hanno visto anche mogli e compagne dei poliziotti reggiani che poco dopo hanno comunicato alle famiglie che non sarebbero potuti tornare a casa né per cena, né per dormire e forse non avrebbero nemmeno potuto accompagnare i figli a scuola l’indomani, poiché all’improvviso era stato ordinato loro che sarebbero dovuti partire per Bari ad accompagnare i clandestini rintracciati nel pomeriggio».

Il Siulp, prosegue il sindacalista, nulla eccepisce sulle strategie della sicurezza messe in campo dal questore ma «contesta il turno massacrante a cui sono stati sottoposti i colleghi».

il siap

Proteste che si richiamano anche nelle parole di Giovanni Punzo, segretario provinciale del Siap: «da troppo tempo non si tiene minimamente conto di piccole e grandi violazioni contrattuali, peraltro ampiamente segnalate dalla nostra organizzazione sindacale, alle quali non è mai stato posto rimedio. Questo ha provocato e provoca inevitabili ricadute sul lavoro demotivando le donne e gli uomini in divisa».

Punzo torna poi a sua volta sul caso dei poliziotti che hanno accompagnato al centro per il rimpatrio di Potenza lo straniero arrestato durante i controlli straordinari di martedì: «Dopo il normale turno di servizio iniziato alle 14 hanno dovuto accompagnare la persona a 780 chilometri di distanza per poi terminare il servizio alle 5 del mattino (15 ore lavorative consecutive). La sicurezza dei cittadini non si fa con le conferenze stampa o cavalcando l’onda governativa». —

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