Potenzialità del bosco ogni anno un milione di quintali di legname
castelnovo monti Partecipazione ampia, e temi di alto interesse al convegno svoltosi mercoledì a Castelnovo Monti, sul patrimonio rappresentato dal bosco, visto come una delle risorse primarie per lo...
castelnovo monti
Partecipazione ampia, e temi di alto interesse al convegno svoltosi mercoledì a Castelnovo Monti, sul patrimonio rappresentato dal bosco, visto come una delle risorse primarie per lo sviluppo dell’Appennino. Una risorsa importante tanto più oggi, nel momento in cui la polverizzazione delle proprietà private (con singoli appezzamenti spesso di superficie risibile, attestata attorno ai 2.000 metri quadrati) ha trovato nuova aggregazione grazie alle realtà consortili che sono confluite nel Consorzio Alto Appennino Reggiano, rendendo possibili strategie collettive per dare corpo a quelle economie del bosco che possono generare nuove possibilità di vita e di lavoro in montagna.
I PROMOTORI
Il convegno era promosso dal Consorzio Alto Appennino Reggiano e da Confcooperative, con il contributo di Emilbanca, proprio sulle possibilità legate ad una filiera economica che parta dal patrimonio boschivo e, con uno sguardo attento alla sostenibilità e alla compatibilità ambientale, e possa sfociare in nuove attività che riguardano le tante possibilità di utilizzo del legno e del sottobosco.
IL CONFRONTO
Dagli interventi è emerso che la potenzialità produttiva – riferita solo al legname – è pari a 1,1 milioni di quintali all’anno, e se si considera che meno della metà è oggi utilizzata appare evidente quali spazi vi siano per conciliare la tutela, la manutenzione e l’utilizzo del bosco. Molte le indicazioni venute dai relatori. Walter Francescato, direttore tecnico di Aiel (Associazione Italiana Energie Agroforestali) ha parlato soprattutto dell’uso del cippato di legno per la realizzazione di piccole centrali termiche che consentano anche di abbattere drasticamente l’inquinamento derivante dal normale uso domestico; Willy Reggioni (responsabile del Servizio gestione risorse naturali e agro-zootecniche del Parco Nazionale)ha parlato dello sviluppo delle foreste e della profonda relazione tra patrimonio boschivo e lavoro dell’uomo, relazione che ha ispirato la nascita del nuovo centro “Uomini e foreste d’Appennino; ) Roberto Barbantini (Unione Comuni Appennino Reggiano) ha approfondito le nuove norme e i requisiti per il lavoro forestale. —
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