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Recuperato il corpo del neozelandese

M.F.
Recuperato il corpo del neozelandese

L’ufficialità dell’identificazione ieri mattina dopo la conclusione delle operazioni di Saer e vigili del fuoco

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VENTASSO

È arrivata nella mattinata di ieri, con il recupero della salma, la conferma che il corpo individuato martedì sera in fondo a un canalone, nei pressi di Comano, a cavallo tra i territori dell’Emilia e della Toscana, è proprio quello del runner neozelandese Dennis Connor, disperso da domenica sera e per le cui ricerche si sono mobilitati per giorni i soccorsi dei territori di Massa Carrara e Reggio Emilia.

Il recupero

Le operazioni di recupero del corpo sono dunque terminate ieri mattina in condizioni meteo decisamente diverse da quelle che, nei giorni precedenti, hanno reso purtroppo impossibile arrivare in tempo per salvare il runner ferito. Non è stata comunque un’impresa facile a causa del luogo molto impervio.

Chi era

Connor, cittadino statunitense ma di origini neozelandesi, era nato a Christchurch, ma risiedeva a San Josè in California, ed era laureato in ingegneria elettrica. Appassionato di trail runner, specialità della corsa a piedi che si svolge in ambienti naturali, lungo i sentieri, aveva scelto la zona di Comano per praticare il suo hobby. Aveva prenotato presso l’albergo Miramonti avendo pianificato in precedenza le escursioni da eseguire in solitaria lungo i sentieri dell’Appenino tosco emiliano. E così domenica dopo colazione si era incamminato per un allenamento di corsa dalla località toscana di Comano, in direzione del crinale Tosco Emiliano.

L’allarme

Nel tardo pomeriggio di domenica aveva contattato il 112, riferendo di essersi ferito e di non sapere con esattezza la propria posizione. Per due giorni, i tecnici del soccorso alpino con i vigili del fuoco hanno condotto ricognizioni sia via terra che con elicotteri della Marina militare (che hanno imbarcato a bordo tecnici del Sast e del Saer) e dei vigili del fuoco. Purtroppo le condizioni meteo molto sfavorevoli (nebbia, raffiche di vento a 120km/h, temporali) hanno ostacolato non poco il lavoro dei soccorritori.

Il tragico epilogo

Poi, dopo 48 ore di ricerche, il tragico epilogo con il ritrovamento, nella serata di martedì, del cadavere di un uomo, in fondo a un canalone, circa 400 metri più giù rispetto al sentiero, nei pressi di Comano. Impossibile però, per il sopraggiungere del buio e la difficile morfologia del terreno – un vero e proprio dirupo – recuperarlo subito.

L’avvistamento era stato effettuato dai mezzi del soccorso alpino e dall’elicottero EH 101 del primo gruppo elicotteri della Marina militare di Luni (La Spezia). I soccorritori avevano ipotizzato si trattasse del turista della Nuova Zelanda, ma fino a quando il corpo non è stato recuperato non si è potuta darne l’ufficialità. Arrivata purtroppo ieri. —

M.F.

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