Tra gli stranieri espulsi dopo i controlli a tappeto anche il ladro dei saloni
Un algerino 26enne trovato in via Sani con un borsone di prodotti da parrucchieri Si sospetta che sia un anello della banda che ha più volte colpito nel Reggiano
REGGIO EMILIA
Un algerino di 26 anni è stato trovato con un borsone pieno zeppo di prodotti da parrucchieri. Nel corso della maxi operazione “Setaccio”, eseguita martedì dalla questura in zona stazione, è finito nella rete anche un soggetto sospettato di ricettazione e di far parte di quel mercato nero all’origine dell’escalation di furti registrati negli ultimi mesi nei saloni di parrucchieri. Il 26enne è solo uno dei sette stranieri – tutti clandestini e ritenuti pericolosi perché coinvolti in spaccio di droga e altri reati – espulsi in tre giorni dalla questura, che nella retata non ha voluto colpire nel mucchio, bensì ha inteso allontanare dalla città soggetti che ricorrevano nelle diverse segnalazioni raccolte e incrociate negli ultimi mesi. Uno sforzo notevole per la polizia, che è riuscita anche nell’impresa, non facile, di ottenere i posti centellinati nei centri pre-espulsione per gli immigrati noti.
L’algerino in questione è stato fermato in via Sani dai poliziotti, non casualmente. Il 26enne è stato denunciato più volte all’inizio dell’anno dalla Polizia municipale per occupazione abusiva: di notte aveva l’abitudine di trovare rifugio all’interno di case abbandonate o capannoni dismessi, e per questo era stato al centro di diverse segnalazioni dei cittadini. Riguardavano sempre lui altre segnalazioni, provenienti da via Eritrea, che lo indicavano come persona molesta: faceva apprezzamenti alle donne, disturbava gli studenti alla fermata del bus, era noto nei bar dei dintorni. Gli agenti non si aspettavano, però, di pizzicarlo con un borsone a tracolla contenente una cinquantina di prodotti per l’acconciatura maschile e femminile. Quando gli sono state chieste spiegazioni, l’algerino ha dichiarato di aver acquistato regolarmente la merce per poi rivenderla: affermazione inverificabile. Resta il sospetto che il 26enne sia un anello di quella catena sommersa che piazza sul mercato merce proveniente dall’escalation di furti ai danni di parrucchieri, anche perché l’algerino era diretto in stazione: doveva prendere il treno ma, essendo un senzatetto, è possibile che fosse venuto in città per rifornirsi dei prodotti da rivendere altrove. Il 26enne è stato accompagnato al Cpr (centro di permanenza e rimpatrio) di Potenza, dove è arrivato alle 4 di notte.
Tra gli altri espulsi figurano due magrebini, con precedenti per spaccio e reati contro il patrimonio, gravemente indiziati di vendere droga tra la Coop di via Sani e piazzetta Domenica Secchi: dalla descrizione effettuata dai residenti, i due svolgevano il ruolo di “palo”. Entrambi sono stati accompagnati al Cpr di Torino. E sempre a Torino è stato scortato l’algerino 33enne arrestato per il furto di portafoglio e cellulare in stazione la scorsa notte. Hanno invece ricevuto l’ordine di lasciare il territorio nazionale entro sette giorni un nigeriano e un georgiano con precedenti per reati predatori, quest’ultimo in possesso di arnesi da scasso. Infine a un nigeriano, clandestino ma con il passaporto in tasca, residente alle ex Reggiane, anch’egli segnalato come “palo” dello spaccio, l’Ufficio Immigrazione ha applicato la misura del sequestro del passaporto con obbligo di firma, in attesa della definitiva espulsione. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
