Un pieno di morbidi peluche per sostenere insieme il Mire
La campagna proseguirà fino a novembre in tutti i punti vendita del Conad I fondi raccolti andranno al reparto di Neonatologia del Santa Maria Nuova
REGGIO EMILIA
Coraggiosi, simpatici, fantastici, sono i dodici peluche protagonisti della raccolta fondi del Conad “I super Coccolosi” a sostegno del Mire (Maternità Infanzia Reggio Emilia). I lavori per la realizzazione dell’ospedale della donna e del bambino dovrebbero iniziare entro il 2020: il progetto definitivo è già stato approvato e i fondi sono a disposizione, mentre mancano ancora alcune autorizzazioni per dare il via al bando per l’appalto lavori.
Da questo traguardo importantissimo per la sanità reggiana, che è ormai in vista, sono partiti ieri mattina Paola Rondanini del Cda di Conad Centro Nord e titolare del punto vendita Conad Le Vele, Deanna Ferretti, presidente di Curare (l’Onlus impegnata in prima persona per la realizzazione del Mire) e il direttore del Reparto di Neonatologia del Santa Maria Nuova, Giancarlo Gargano, a cui quest’anno saranno destinati i fondi raccolti. «Il Conad – rileva Paola Rondanini – dal 2011 ha raccolto grazie alla disponibilità e al contributo dei nostri clienti e delle famiglie reggiane diverse decine di migliaia di euro che sono stati destinati prima ad Apro Onlus per i Reparti di Radioterapia Oncologica ed Endoscopia e Gastroenterologia e negli ultimi due anni a Curare Onlus. La campagna di quest’anno si svilupperà fino al 12 novembre in tutti i punti vendita Conad di Reggio e provincia e prevede con una spesa minima di 25 euro e un contributo di 4,5 euro la possibilità di avere uno dei dodici peluche o il tronco porta peluche. Per ognuno di questi oggetti 50 centesimi saranno destinati quest’anno al Reparto di Neonatologia».
«I fondi raccolti – ha poi spiegato il primario Giancarlo Gargano – saranno destinati all’acquisto di attrezzature mediche all’avanguardia per dotare le future sale parto e le sale operatorie del Mire di vere e proprie isole neonatali. Circa il 10% dei neonati necessita di qualche forma d’assistenza al momento della nascita e nell’1% dei casi sono necessarie misure di rianimazione intensiva».
A fare il punto sul Mire e sull’attività di Curare Onlus è stata invece Deanna Ferretti che ha rimarcato come «tutti i fondi necessari per coprire i costi di progettazione siano già stati raccolti e negli ultimi due anni le risorse di Curare siano state destinate prima al Reparto di Pediatria e quest’anno a quello di Neonatologia. Ma Curare non ha esaurito la propria missione e dopo la realizzazione del Mire, che sorgerà a fianco del Core e ospiterà tutti i reparti che afferiscono alla salute della donna e del bambino, il nostro lavoro continuerà per garantire alle famiglie un’assistenza adeguata. L’importante è che ora siano concesse le ultime autorizzazioni per dare il via ai lavori e arrivare alla posa della prima pietra». —
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