Castellarano, neonato morto durante il parto: assolte le due ginecologhe
Il giudice non ha ravvisato alcuna colpa medica: il decesso di Adam, all’ospedale di Sassuolo, fu dovuto a un distacco di placenta non diagnosticabile
CASTELLARANO. Assolta perché non è stata provata la connessione causale tra la morte del nascituro e l’intervento della ginecologa. Assolta anche (in concorso con la collega di reperibilità) per la grave infezione, gli interventi e i disagi sanitari subiti dalla madre del bimbo, sempre la ginecologa accusata in questo caso di lesioni per aver somministrato un antibiotico inadatto alle circostanze: non è provato che ha causato l’infezione.
Il processo ieri in tribunale a Modena si è quindi concluso con una dichiarazione d’innocenza per la ginecologa in servizio all’ospedale di Sassuolo, difesa dall’avvocato Alessandro Sivelli. Anche la collega, intervenuta incidentalmente durante il parto, è scagionata. Una situazione sicuramente dolorosa per la mamma del piccolo Adam che – parte civile assistita dall’avvocato Nicoletta Tietto – si era sempre battuta per ottenere giustizia. E invece, al termine del processo abbreviato è risultato che il comportamento della ginecologa di turno non ha potuto incidere sulla morte di Adam, appena venuto alla luce.
Le motivazioni della sentenza saranno pubblicate tra due settimane ma già ora la difesa sottolinea le circostanze particolari che coinvolgevano una donna al quarto parto con obesità e problemi cardiologici. Il piccolo Adam è morto, secondo la ricostruzione accolta dal giudice, per un distacco della placenta che non era prevedibile né diagnosticabile.
La madre era entrata in ospedale a Sassuolo il 17 giugno 2016 quando già le acque si erano rotte e aveva chiesto alla ginecologa di sottoporla a un cesareo, ma il medico le aveva detto che sarebbe stato meglio un parto naturale. Il motivo, come sottolineato in aula, stava nel fatto che la donna era pronta per partorire e non ci sarebbe stato il tempo per allestire una sala operatoria.
Ma durante il parto, data la situazione complessa, la ginecologa ha chiamato la collega reperibile, preparandosi per un eventuale cesareo. Dopo la somministrazione di ossitocina alla mamma, Adam è venuto alla luce morto. «Dopo tante parole spese su questo caso, anche a livello nazionale – interviene il direttore generale dell’Ospedale di Sassuolo, Bruno Zanaroli – oggi è stata scritta una parola precisa, che racconta una verità ben diversa da quella emersa nei mesi scorsi. Abbiamo sempre sostenuto, con trasparenza e nel sincero rispetto per il dolore dei familiari, che da parte nostra è stato fatto tutto il possibile per salvare la vita del piccolo. Non abbiamo mai perso la fiducia nel fatto che le indagini avrebbero fatto emergere la verità».
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