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processo per resistenza  

«Dava fastidio nel pub inevitabili le manette»

REGGIO EMILIAL’accusa è resistenza a pubblico ufficiale e ne hanno parlato a lungo – ieri in aula, davanti al giudice Sarah Iusto – i due poliziotti che erano intervenuti nella birreria che si trova...

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REGGIO EMILIA

L’accusa è resistenza a pubblico ufficiale e ne hanno parlato a lungo – ieri in aula, davanti al giudice Sarah Iusto – i due poliziotti che erano intervenuti nella birreria che si trova nel quartiere di Regina Pacis, allertati dal titolare del locale.

La vicenda è del 19 gennaio 2014 e di quel movimentato intervento notturno della polizia nel locale viene accusato il disoccupato 40enne Lorenzo Tondelli che è difeso dall’avvocato Claudia Plotino. Secondo la ricostruzione fatta dagli agenti, l’imputato quella notte era su di giri perché aveva bevuto troppo: «Quando siamo arrivati stava infastidendo due ragazze sedute ad un tavolo – dicono i due poliziotti – e si è subito mostrato infastidito quando gli abbiamo chiesto i documenti, ma anche quando l’abbiamo invitato ad uscire dal locale e si è rifiutato». Un crescendo – sempre secondo i due agenti – fatto di spintoni, minacce, tanta agitazione. E Tondelli quella notte è stato pure ammanettato per farlo poi salire nell’auto di servizio e portarlo in questura per l’identificazione. Una ricostruzione contestata dalla difesa che rileva delle contraddizioni nel racconto degli agenti. «Tondelli non stava molestando nessuno – spiega a fine-udienza il difensore – e non era ubriaco, si ricorda tutto di quella notte». Darà la sua versione dei fatti in aula a fine febbraio. —

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