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Fosdondo, l’ultima tappa per riprendersi la fornace

Evaristo Sparvieri
Fosdondo, l’ultima tappa per riprendersi la fornace

In vendita lo stabilimento della galassia Unieco rimesso in piedi dai lavoratori Base d’asta fissata a 450mila euro. Si decide il prossimo 19 ottobre

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Il traguardo è davvero a un passo. Ma l’ultimo miglio potrebbe essere quello più insidioso prima che i lavoratori possano veder realizzato l’atteso sogno di poter riappropriarsi definitivamente della propria azienda.

La storia della rinascita della Fornace di Fosdondo, vicenda esemplare di workers buyout, si trova davanti a una tappa decisiva. È previsto infatti il prossimo 19 ottobre l’esperimento di vendita competitiva della Fornace, uno dei pianeti tornati più luminosi della galassia Unieco, il colosso della cooperazione di via Ruini franato nell’aprile 2017 sotto i colpi di un indebitamento lievitato fino a sfiorare i 670 milioni.



Un gigante che si è rilevato con i piedi d’argilla, finito dopo anni di crisi in una difficile procedura di liquidazione coatta, trascinando con sé nel crac beni mobili, immobili e partecipazioni societarie. Fra queste anche la storica Fornace di Fosdondo, rinata dalle proprie ceneri già prima del crac – nel 2016 – grazie a una ventina di lavoratori che hanno rilevato l’attività prendendo in affitto il ramo d’azienda, fondando una nuova cooperativa e tornando a macinare fatturati.



In questo modo, i venti nuovi soci hanno portato avanti una tradizione di oltre 70 anni, cominciata il 25 giugno ’45, quando dallo stabilimento di Fosdondo partì la produzione di mattoni sia pieni sia forati, utilizzati per costruire mezza Reggio. Nel futuro, adesso, c’è tuttavia la gara per rilevare definitivamente lo stabilimento industriale.



È quanto predisposto dal commissario liquidatore di Unieco, Corrado Baldini, e dal notaio delegato, Gino Baja Guarienti, che hanno dato il via libera alla pubblicazione di un avviso di vendita competitiva sulla base di offerte vincolanti già pervenute. In pratica, dopo l’affitto del ramo d’azienda adesso per i lavoratori della Fornace si apre la possibilità di acquistare definitivamente lo stabilimento, attraverso una gara ad evidenza pubblica nella quale tuttavia potrebbero insinuarsi anche altri concorrenti.



Il prezzo base dell’asta è stato fissato a quota 450mila euro. È questa la cifra di partenza per partecipare alla gara a rialzo entro il 18 ottobre, il giorno prima dell’apertura delle buste. Il lotto andato a gara è unico ed è composto dall’intero complesso immobiliare, dall’insieme delle attrezzature e degli arredi, dalle scorte di argilla scavata e dai laterizi presenti in azienda. Nel bando viene specificato che il lotto è posto in vendita libero da gravami, con due eccezioni: lo stesso contratto d’affitto del ramo d’azienda, in vigore fino al 2 ottobre 2022, e la locazione dello stabilimento, valida fino 30 settembre 2022 e rinnovabile per altri sei anni. Due vincoli che – a meno di colpi di scena – lasciano ben sperare il buon esito di una storia di orgoglio e passione, modello tutto reggiano di quell’antidoto scaccia-crisi chiamato workers buyout. —



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