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«Sulle rotte dei rifugiati per riscoprire l’umanità»

Luigi Vinceti
«Sulle rotte dei rifugiati per riscoprire l’umanità»

Don Dossetti presenta l’evento con Camargo, commissario delle Nazioni Unite «Bisogna ridare dignità a queste persone e imparare a conoscerle»

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REGGIO EMILIA

Spesso parliamo di immigrati citandoli con i numeri, dimenticando che si tratta di persone, che sono una “Umanità in cammino”. Una precisazione che è tutt’altro che un dettaglio ed è il tema che verrà affrontato martedì 9 ottobre, alle 21 al cinema Olimpia di via Tassoni, con una ulteriore sottolineatura su: “Le rotte dei rifugiati”. Per analizzare questo delicato argomento con la massima competenza, l’Unità pastorale Santa Maria Maddalena (parrocchie di San Pellegrino e Gesù Buon Pastore) ha invitato il dottor Felipe Camargo che presiede l’Unhcr per il Sud Europa. L’ingresso è libero e aperto a tutti.



L’ospite, originario della Colombia (è nato a Bogotà nel 1963 dove si è poi laureato), opera da quasi 20 anni nelle organizzazioni umanitarie in particolare in Mozambico, Afghanistan, Myanmar, Guatemala, Pakistan, e ora è alla guida dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati che si sta occupando dell’aiuto ai profughi in Libia e nell’Africa subsahariana.

«Tante volte – sottolinea don Giuseppe Dossetti presentando l’appuntamento – noi seguiamo gli immigrati solo nell’ultima parte del loro viaggio, quando salgono sui gommoni per attraversare il mare. Ma perché partono dalla loro patria? Cosa succede nei loro paesi d’origine? L’Europa potrebbe fare di più per aiutarli anche là dove vivono? Per tutto questo è necessario imparare a conoscerli e occorre restituire loro una dignità umana». L’incontro è condiviso con l’associazione “Giorgio La Pira” che ha sede presso la parrocchia di San Pellegrino.

All’annuncio dell’evento era rappresentata da Luigi Bertolotti ed Angelo Cigarini, che hanno sottolineato il desiderio di non discutere di sterile politica ma di decisioni strategiche per lo studio di un fenomeno che non è solo italiano e che è radicato nel tempo, anche se ultimamente sembra incidere di meno sulla realtà italiana e anche in quella reggiana.



Ma, innanzi tutto, perché queste persone lasciano i luoghi in cui sono nati? Chi organizza in modo criminale i loro viaggi? Quali le mete cui ambiscono? Il tema è spesso presente anche nelle destinazioni di pellegrinaggi compiuti in Medio Oriente, dalla Giordania ad Israele e Palestina, dall’Iraq al Libano. Presenti alla conferenza di ieri anche due giovani, Valentina Codeluppi e Dario Rossi, con le loro esperienze. La prima è in partenza, a novembre, con il Comitato internazionale della Croce Rossa di Ginevra, verso il Sud Sudan e da poco ha fatto rientro dalla Papua Nuova Guinea ed altri Paesi africani. Sono zone dove covano spesso conflitti dimenticati, guerre tribali che comportano genocidi e colpiscono molto spesso i bambini. «Operiamo negli ospedali e registriamo tante atrocità». Il secondo è stato partecipe di un viaggio in bici con il Grest alle zone terremotate dell’ascolano e, quest’anno, a Roma in preparazione al sinodo, insieme a ragazzi richiedenti asilo di Guinea, Afganistan, Malì e altre zone africane. «Non dimentichiamoci che sono persone, non macchiamoci del reato di umanità – conclude don Dossetti – il nostro primo dovere è restituire loro la dignità di esseri umani. Noi chiediamo al dottor Felice Camargo di aiutarci a conoscere e capire qualcosa di più di quel che sta succedendo». —





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