Minaccia e rapina una prostituta sulla propria auto
Nei guai un pakistano 46enne residente a Correggio L’uomo proclama la propria innocenza, lei è sparita dopo quei fatti
REGGIO EMILIA
“Sogno di farti a pezzi”, “Ti faccio a pezzi, così non lavori più”: è quanto si è sentita dire da un cliente, che l’aveva appena caricata in auto in zona Meridiana per consumare un rapporto sessuale, una prostituta romena 18enne, che ha passato un brutto quarto d’ora e ha temuto seriamente per la sua vita. Ora un pakistano di 46 anni è finito alla sbarra, accusato di minaccia aggravata, rapina aggravata e porto abusivo d’arma da taglio.
L’AGGRESSIONE
I fatti sono avvenuti il 14 luglio scorso lungo via Martiri di Piazza Tien-An-Men, quando la giovanissima, dopo una breve trattativa con un uomo che aveva accostato, è salita su una Renault Megane, ricevendo subito dal cliente i 30 euro pattuiti per una prestazione sessuale. La macchina si è fermata poco dopo in un luogo appartato, ma appena spento il motore lo sconosciuto ha rivelato le sue vere intenzioni, dimostrandosi ben poco interessato al rapporto: a sorpresa, l’uomo ha estratto un cutter dal vano della portiera e ha avvicinato la lama al collo della donna, minacciandola di morte, in una sorta di “delirio” moralistico. La 18enne, spaventata e nel tentativo di calmare l’interlocutore, si è subito offerta di restituirgli i 30 euro, ma per tutta risposta l’uomo, sotto la minaccia persistente del cutter che teneva in mano, le ha ordinato: «Dammi tutti i tuoi soldi e non chiamare la polizia, altrimenti ti uccido».
Il cliente-bandito si è poi “servito” da solo, impossessandosi della borsetta che la giovane teneva stretta e prelevando 190 euro: l’incasso della serata, per la sfortunata lavoratrice del sesso. Per fortuna, approfittando del momento di distrazione dello sconosciuto, la ragazza è riuscita ad aprire la portiera e a darsi alla fuga, scappando per le campagne. Poco dopo ha chiesto aiuto a una pattuglia di forze dell’ordine di passaggio.
LA DENUNCIA
In seguito alla denuncia della parte offesa, sono state avviate le indagini e, tramite la targa dell’auto e le telecamere di quel tratto di circonvallazione, gli investigatori sono riusciti a risalire all’identità dell’aggressore. Si tratta di un pakistano di 46 anni, residente a Correggio, indagato anche per “aver portato fuori dalla propria abitazione senza giustificato motivo” il cutter utilizzato nella rapina.
Il pakistano, difeso dall’avvocato Tiziano Panini di Modena, ha sempre negato gli addebiti, proclamando la propria innocenza. Siamo in fase di indagini preliminari e il pm titolare dell’inchiesta Giulia Stignani ha richiesto un incidente probatorio, per raccogliere la testimonianza della vittima: non essendoci stati testimoni dell’accaduto e trattandosi di una giovane senza fissa dimora, che potrebbe risultare irreperibile a distanza di tempo, è fondamentale ai fini processuali cristallizzare la sua deposizione. Però, come spesso accade in questi casi, davanti al Gip Luca Ramponi la giovane non si è presentata né ha dato notizie di sé. In attesa di avviare le ricerche per far comparire la parte offesa, l’udienza è stata rinviata al primo febbraio 2019. —
AM.P.
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