Gazzetta di Reggio

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Porta a porta, pilomat e piazze: l’idea di città di Pd, Lega e M5s

Stefano Scansani
Porta a porta, pilomat e piazze: l’idea di città di Pd, Lega e M5s

L'editoriale della domenica del direttore della Gazzetta di Reggio, Stefano Scansani. La giunta gioca la sua partita finale sui cantieri (un salto mortale). E gli antagonisti (oltre gli slogan)?

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REGGIO EMILIA. O sono matti oppure hanno ben chiaro come andrà a finire. In soli tre mesi gli amministratori comunali di Reggio Emilia hanno avviato un percorso di azioni sovrapposte e con triplo avvitamento (cioè un salto mortale). In settembre il Comune di Reggio aveva inaugurato i cantieri per la riqualificazione di piazza Roversi e piazza Gioberti con il carico di critiche sui progetti e attese al varco: per gli scettici e gli antagonisti sarebbe in gioco il carattere architettonico e urbanistico della città, e qualcuno teme lo stravolgimento, la perdita di tracce di storia nostra.

In ottobre, precisamente nella data del 22, il municipio ha fissato il giorno d’inizio della rivoluzione della raccolta rifiuti in centro storico, con l’adozione del porta a porta che via via vedrà la sparizione dei cassonetti. In novembre, dopo un’infinita serie di rinvii, l’amministrazione giura che i restanti pilomat saranno messi in funzione, ridisegnando così la circolazione nell’esagono.

Dite niente? Queste sono le tre carte della mano finale della briscola elettorale. O la va o la spacca. L’esito di ognuna di queste imprese, e anche il loro eventuale rinvio o rischioso indugio, rappresenteranno la conclusione del quinquennio del sindaco Luca Vecchi.

Sono imprese essenzialmente urbane, di servizio, di viabilità, dunque di assoluto impatto nella vita dei cittadini di Reggio Emilia. Saranno dunque tre sfide decisive perché sotto gli occhi e la quotidianità di tutti i cittadini, e sotto elezioni.

Mi son fatto l’idea che il sindaco di Reggio e la sua giunta abbiano deciso di rispondere con un contraccolpo di fatti pratici all’onda delle opposizioni, già mobilitate su fatti di rigetto: “Dopo settant’anni di potere, nel 2019 andrete a casa”, “via i negri”, “fermiamo la cementificazione”, “ripuliamo Reggio Emilia dal Pd”.

Sta dunque profilandosi la sfida contrapposta di un centrosinistra che va proiettando la sua idea di città e quella dei contendenti che – oltre a “non volere” e a dire “la finirà” – non hanno ancora manifestato il loro progetto di Reggio Emilia futura.

Contraccolpo. Per progetto di Reggio Emilia Futura intendo un percorso dettagliato di cose da realizzare, obiettivi concreti da raggiungere, in maniera finanziata, documentata e tangibile. Dunque un’operatività vera, immune dagli slogan e dal pacchetto illusionistico delle promesse elettorali, oppure dal facile smontaggio ideologico-fattuale dell’attuale establishment, che sono armi cariche nelle mani, ad esempio, della Lega e del Movimento 5 Stelle.

Progetti di lega e m5s. Che progetti alternativi hanno il partito di Salvini e quello di Di Maio sulla raccolta differenziata porta a porta; sulla circolazione in centro storico e la viabilità in generale; sulle piazze da riqualificare o restaurare?

Qui sta la sfida vera che deve andare oltre le piaghe monotone, del tipo: via Turri, questione immigratoria, sicurezza, micro e macro criminalità, ex Officine Reggiane...

Sarebbe necessario e rispettoso per le nostre scelte e per il nostro futuro conoscere dai partiti in corsa quale idea hanno (totale) del verde pubblico e dell’ambiente, cemento ancora o cemento basta, crisi del lavoro e disoccupazione, cultura e turismo, ma anche della macrocriminalità e dell’insediamento mafioso. Non sono dettagli da poco che per forza devono sconfinare dalla zona stazione o da piazzale Europa. Reggio è più larga, più grande, più oltre.

Si scherzava. In una riunione di redazione si scherzava immaginando, per assurdo, che il cittadino forzato della differenziata, impegnato a portare rifiuti nel centro di raccolta, troverà l’ostacolo dei cantieri aperti in una delle due piazze da riqualificare, e poi i pilomat che gli sbarreranno la strada. Una scena così surreale spiega la concentrazione di incombenze e azzardi che ha deciso di affrontare l’amministrazione.

Arrivo al fotofinish. Nulla può o deve andare storto, compresi altri obiettivi che la giunta si è imposta per completare il suo fotofinish. La tempistica dei lavori nelle piazze deve essere puntuale perché la città sottosopra vicina alle elezioni non alimenta consenso (era bastata la sorte dei tre tassi di piazza Roversi per creare uno spasmo nell’elettorato). La riqualificazione di piazza Roversi e piazza Gioberti dovrà essere convincente.

Il passaggio della raccolta dei rifiuti porta a porta potrebbe scatenare una vera e propria ripulsa o addirittura una contestazione. Perché se i cittadini non parteciperanno, il sistema salterà per aria. Su questo fronte il Comune potrebbe davvero rischiare la partita finale. E quali sono le carte pratiche e concretizzabili di Lega e M5S? Qual è la loro idea di città?

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