Venti reggiani al mese hanno sottoscritto il testamento biologico
Sono 520 i cittadini che hanno depositato il modulo L’assessore Sassi: «Ma tanti ancora non sanno come fare»
REGGIO EMILIA
La legge sul testamento biologico, in vigore dallo scorso 31 gennaio, ha fatto aumentare sensibilmente le disposizioni anticipate di trattamento, ma sono ancora pochi i cittadini adeguatamente informati sulle opportunità offerte da tale norma e ancor meno numerosi quelli che le hanno colte depositando la propria Dat in Comune.
Perciò Iniziativa Laica, in collaborazione con il Comune, lancia una campagna volta a informare e sensibilizzare la popolazione.
Ne è stata data un’ampia illustrazione nel tardo pomeriggio di ieri nello spazio sociale di Binario 49, al numero 49 di via Turri, dove sono intervenuti Giorgio Salsi, responsabile di Iniziativa Laica, il vicesindaco Matteo Sassi e la modenese Maria Laura Cattinari, presidente nazionale dell’associazione Libera uscita, che il 27 ottobre terrà a Modena un convegno nazionale sui nuovi scenari del fine vita.
In totale sono 520 i reggiani che hanno depositato la Dat nell’ufficio di stato civile, in via Toschi. La maggior parte, 368, l’aveva fatto fin dall’ottobre 2010, approfittando del fatto che la giunta comunale aveva deliberato nell’aprile di quell’anno l’apertura di un apposito registro. Dopo il caso di Eluana Englaro, infatti, Reggio, come altre città italiane, aveva giocato d’anticipo registrando le volontà relative al fine vita sulla base della Costituzione, che all’articolo 32 vieta di imporre a chiunque un trattamento sanitario se non per disposizione di legge.
Quelle dichiarazioni potevano essere fatte valere fin da allora e la legge 219 sul consenso informato e sulle Dat, approvata il 22 dicembre 2017, le ha recepite e confermate nei limiti della propria formulazione, che esclude l’eutanasia e il suicidio assistito. «Dopo l’entrata in vigore della legge 219 – riferisce Sassi – abbiamo raccolto ancora circa venti Dat al mese. Si può consultare anche un modulo on line, ma la disposizione deve essere consegnata personalmente in formato cartaceo. Non è obbligatorio indicarvi il fiduciario. Il documento, di cui viene rilasciata la ricevuta, è inserito in un apposito registro. La legge – spiega – prevede che sia compilato un registro elettronico nazionale da parte del ministero della Sanità. Intanto la regione Emilia Romagna ha varato il progetto di un data base delle Dat da inserire nei fascicoli elettronici sanitari, in modo che ogni ospedale ne possa prendere visione nei confronti dei ricoverati». —
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