Gazzetta di Reggio

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In arrivo in centro 1,2 milioni di sacchetti per la raccolta dei rifiuti solidi e organici

Evaristo Sparvieri
In arrivo in centro 1,2 milioni di sacchetti per la raccolta dei rifiuti solidi e organici

Saranno 1.802 le utenze domestiche e 5.795 quelle non domestiche a essere interessate dal porta a porta dal 22 ottobre

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Diecimila pezzi, tra mastelle, sotto-lavelli e bidoni. La collocazione di circa 300 nuovi cassonetti, che non saranno aggiuntivi rispetto a quelli già posizionati attualmente (che verranno tutti sostituiti), ma che rappresentano il totale di cassonetti che saranno presenti in centro dopo l’avvio del servizio. E, infine, circa 1,2 milioni di sacchetti per i rifiuti solidi urbani e per rifiuti organici. Il tutto, per una spesa sostenuta da Iren stimata in circa 350mila euro. Sono i numeri per dare il via alla raccolta porta a porta in centro storico, che partirà il 22 ottobre.

Sono in totale 1.802 le utenze domestiche coinvolte dentro l’esagono, alle quali si aggiunge la mole di 5.795 utenze non domestiche rappresentate da attività commerciali, bar, ristoranti, alberghi, uffici, biblioteche, scuole o luoghi di culto, che tra un paio di settimane si troveranno a dover affrontare la rivoluzione del servizio, con una partenza che l’assessore, Mirko Tutino, ha definito «morbida», dal momento che manterrà per alcune settimane anche i tradizionali cassonetti.



Secondo le prime indicazioni, l’organico sarà raccolto tre volte alla settimana. Due volte, invece, la raccolta dell’indifferenziata, con l’intenzione di istituire un giro per la raccolta dei rifiuti verdi. In una seconda fase saranno realizzate anche mini isole di raccolta, dove umido e indifferenziato potranno essere conferiti di persona utilizzando la tessera sanitaria.



Dal 17 settembre, famiglie e imprese del centro storico hanno cominciato a ricevere la visita degli informatori di Iren, identificabili da una pettorina gialla e da un tesserino di riconoscimento con nominativo. È stato affidato a loro da parte di Iren il compito di fornire indicazioni da seguire per smaltire correttamente i rifiuti, consegnare il manuale della raccolta e il Rifiutologo con i diversi materiali e le differenti corrispondenti modalità di smaltimento e dare spiegazioni sul calendario del giro della raccolta.



Con il centro storico, una nuova zona della città si troverà a fare i conti con un servizio che ha già interessato non senza disagi oltre 160mila reggiani, consentendo a Reggio Emilia di raggiungere circa il 75% di raccolta differenziata. Un obiettivo che da Iren pensano di dover e poter migliorare, portandolo verso percentuali ancora maggiori, che consentiranno di riciclare il più possibile e ridurre ancora di più i rifiuti da avviare a smaltimento.



Ma che fine fanno i rifiuti quando sono stati separati e messi nei corrispondenti cassonetti? O meglio, in attesa della tariffa puntale (nella quale si promettono riduzioni in bolletta) quanto vale in termini di “virtuosità” la fatica dei reggiani di dover differenziare nei cassonetti per il porta a porta? Le tipologie di rifiuto raccolte prendono la strada dei consorzi di filiera: il Coreve per il vetro, il Cial per l’alluminio, il Corepla per la plastica, il Cobat per le batterie, il Consorzio obbligatorio oli usati per gli oli esausti. E ancora: il consorzio della Carta e Cartone Comieco, il consorzio per il ferro e barattoli in banda stagnata: realtà che fanno capo al Conai, Consorzio nazionale degli imballaggi, dal quale dipendono tutte le operazioni di recupero. Per ciascuna tipologia di rifiuto, c’è una percentuale avviata al recupero, un’altra destinata invece agli inceneritori. Per quanto riguarda Reggio, i rifiuti organici vengono oggi avviati a impianti remoti, ma saranno utilizzati da Iren per produrre biometano nel contestato impianto di Gavassa, in fase di autorizzazione, con un investimento annunciato di 55 milioni, previsto in funzione per il 2021.

Il rifiuto residuo, invece, assieme a parte degli scarti derivanti dai processi di riciclaggio, viene avviato al termovalorizzatore di Parma. Un ciclo che dall’utente arriva quindi sempre e solo in Iren, con la speranza che nel secondo semestre del 2019 il virtuosismo comporti davvero in termini economici uno sgravio in bolletta. E non solo vantaggi alla discussa multitulitity. —



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