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la domenica - Reggio che cambia 

Porta a porta, pilomat e piazze L’idea di città di Pd, Lega e M5s

STEFANO SCANSANI
Porta a porta, pilomat e piazze L’idea di città di Pd, Lega e M5s

La giunta gioca la sua partita finale sui cantieri (un salto mortale). E gli antagonisti (oltre gli slogan)?

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SEGUE DALLA PRIMA

Sta dunque profilandosi la sfida contrapposta di un centrosinistra che va proiettando la sua idea di città e quella dei contendenti che – oltre a “non volere” e a dire “la finirà” – non hanno ancora manifestato il loro progetto di Reggio Emilia futura.

CONTRACCOLPO

Per progetto di Reggio Emilia futura intendo un percorso dettagliato di cose da realizzare, obiettivi concreti da raggiungere, in maniera finanziata, documentata e tangibile.

Dunque un’operatività vera, immune dagli slogan e dal pacchetto illusionistico delle promesse elettorali, oppure dal facile smontaggio ideologico-fattuale dell’attuale establishment, che sono armi cariche nelle mani, ad esempio, della Lega e del Movimento 5 Stelle.

progetti di lega e m5s

Che progetti alternativi hanno il partito di Salvini e quello di Di Maio sulla raccolta differenziata porta a porta; sulla circolazione in centro storico e la viabilità in generale; sulle piazze da riqualificare o restaurare?

Qui sta la sfida vera che deve andare oltre le piaghe e le pieghe monotone, del tipo: via Turri, questione immigratoria, sicurezza, microcriminalità, ex Officine Reggiane...

Sarebbe necessario e rispettoso per le nostre scelte e per il nostro futuro conoscere dai partiti in corsa quale idea hanno (totale) del verde pubblico e dell’ambiente, cemento ancora o cemento basta, crisi del lavoro e disoccupazione, cultura e turismo, ma anche della macrocriminalità e dell’insediamento mafioso.

Questi non sono dettagli da poco e per forza devono sconfinare dalla zona stazione o da piazzale Europa. Reggio è più larga, più grande, più oltre.

SI SCHERZAVA

In una riunione di redazione nei giorni trascorsi si scherzava immaginando, per assurdo, che il cittadino “forzato della differenziata”, impegnato a portare rifiuti nel centro di raccolta, troverà l’ostacolo dei cantieri aperti in una delle due piazze da riqualificare, e poi i pilomat che gli sbarreranno la strada. Una scena così surreale spiega la concentrazione di incombenze e azzardi che ha deciso di affrontare l’amministrazione. Incombenze e azzardi che sembrano voler rappresentare quel che una volta veniva descritto come “lavoro febbrile”, perché appunto la tensione va salendo in vista degli appuntamenti elettorali dell’anno prossimo.

ARRIVO AL FOTOFINISH

Nulla può o deve andare storto, compresi altri obiettivi che la giunta si è imposta per completare il suo fotofinish. La tempistica dei lavori nelle piazze deve essere puntuale perché una città sottosopra vicina alle elezioni non alimenta consenso (era bastata la triste sorte dei tre tassi di piazza Roversi per creare uno spasmo nell’elettorato). La riqualificazione di piazza Roversi e piazza Gioberti dovrà essere convincente. E giungere puntuale, con una inaugurazione per tempo, e la festa necessaria (ricordate quella pirotecnica per la riapparizione di piazza della Vittoria?).

o la va o la spacca

Il passaggio alla raccolta dei rifiuti porta a porta - che è qui che incombe - potrebbe scatenare una vera e propria ripulsa o addirittura una contestazione. Perché se i cittadini non parteciperanno, il sistema salterà per aria. Perché ogni disfunzione, ritardo, rifiuto abbandonato (spesso dai cittadini) diventerà materia propagandistica. Su questo fronte il Comune potrebbe davvero rischiare la partita finale. La nuova parola d’ordine del centrosinistra è fare-fare-fare, e quindi “o la va o la spacca”. E quali sono i progetti pratici e concretizzabili di Lega e M5S? Qual è la loro idea di città? —

STEFANO SCANSANI

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