Un boato squarciò il silenzio del “borgo”
Tra le cause le scosse di terremoto a metà degli anni ’80 e i pali di pioppo, alla base della basilica, marciti nel tempo
Boretto
Il 7 ottobre 1988 era un venerdì, ed era una bella giornata di sole. Verso le 10.30 il centro di Boretto venne scosso da un boato sordo, cui seguì un’impressionante nuvola di fumo grigio e arancione. Nessuno capì al volo quel che era successo, chi transitava nel cuore del paese e lavorava o viveva nel “borgo” pensò a un terremoto, ma dopo qualche istante la verità emerse in tutta la sua drammaticità: era crollata la cupola della basilica.
IL CANTIERE DI QUEI GIORNI
Da diversi giorni la basilica borettese era al centro di alcuni interventi mirati a consolidarne le fondamenta. A distanza di così tanti anni è possibile ora avere un quadro più preciso e veritiero dell’accaduto, e affermare che il disastro è stato provocato da diverse concause. In primis – oltre ad alcune scosse di terremoto che si erano verificate a metà degli anni ‘80 – il calo della falda freatica: più che da delle vere e proprie fondamenta, la basilica era sostenuta da dei pali di pioppo che, finché hanno vissuto nell’acqua, hanno “tenuto” e compiuto il loro dovere. Poi, quando l’acqua sotterranea è venuta a mancare, sono andati via via marcendo. Altro aspetto determinante, il fatto che negli anni ‘50 monsignor Igino Artoni, nell’ambito di una serie di opere di riqualificazione, scelse di rinforzare la cupola: inizialmente costruita in legno, venne realizzata in calcestruzzo. Un aumento di peso che si è rivelato decisivo.
I TESTIMONI
Vi furono diversi borettesi che assistettero all’impressionante crollo. Ma più di tutti, rischiarono grosso alcuni operai della ditta Cores di Parma, che stava svolgendo gli interventi di solidificazione. Gli uomini avvertirono gli scricchiolii provenienti dall’alto e uscirono appena in tempo, così come l’allora responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Boretto, Udino Rolli, che venne colpito in fronte da un calcinaccio. Gli stessi operai spiegarono che quella mattina mattoni e calcinacci cadevano in continuazione, segno che la tenuta della cupola era ormai arrivata al limite. Tra i primi ad arrivare sul posto, un esterrefatto don Walter Davolio.
TRAGEDIA SFIORATA
Pur con tutte le difficoltà e i problemi che il crollo ha comportato, non si può fare a meno di notare che i contorni della vicenda avrebbero potuto essere ben più drammatici. Solo 48 ore dopo, all’interno della basilica si sarebbe dovuta svolgere la tradizionale messa domenicale. Pochi giorni prima, invece, era addirittura stato celebrato un matrimonio. Nella grande sfortuna, senza timore di smentita si può affermare che è andata bene. Gli unici a pagarne le conseguenze furono alcuni negozi nelle vicinanze che dovettero chiudere qualche giorno.
L’INCREDIBILE RICORRENZA
A rendere ancora più surreale l’accaduto, il fatto che la cupola sia crollata nel giorno in cui cadeva il 105esimo anniversario dell’apertura della chiesa, avvenuta il 7 ottobre 1883, proprio alle 10.30. Una coincidenza disarmante, che ha portato a incidere nella memoria collettiva borettese questo infausto “compleanno”. —
A.V.
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