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CERIMONIA A CELLA 

«Acqua, Reggio è tra le città più virtuose del nostro Paese»

«Acqua, Reggio è tra le città più virtuose del nostro Paese»

Inaugurato ieri in via Caleri il quarto distributore pubblico del comune di Reggio Il sindaco Vecchi: «È il frutto della collaborazione fra cittadini e amministrazione»

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REGGIO EMILIA

“L’acqua del sindaco” arriva a Villa Cella. Nel corso di una partecipata inaugurazione è stata attivata ieri pomeriggio nella storica frazione a ovest di Reggio Emilia la nuova casetta dell’acqua pubblica.

Sistemata in via Silvano Caleri, metterà a disposizione dei cittadini – più di 3.000 abitanti a Cella, a cui si aggiungono gli oltre 2.000 della vicina Cadè e i poco meno di 1.000 residenti di Gaida – acqua potabile e controllata costantemente, in maniera completamente gratuita.

Il nuovo servizio, attivato e gestito da Iren, nasce da una proposta formalizzata nell’accordo di cittadinanza sottoscritto con residenti e associazioni della zona.

«Questo distributore – spiega il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi – è stato proposto dai cittadini ed è stato accolto dopo una serie di riunione con i residenti della frazione. Abbiamo dati molto positivi sul funzionamento delle altre casette e la nostra politica sarà quella, nei prossimi anni, di diffondere questo servizio il più possibile».

Dove sono gli altri distributori e quanto hanno funzionato in questi anni?

«Le altre tre casette dell’acqua di Reggio Emilia sono in via Gabelli alla Bazzarola, in via Belgio all’Orologio e in via Fontana alla Baragalla. Dall’attivazione di questi distributori, sono stati erogati complessivamente circa 23 milioni di litri di acqua: per dare un’idea, pari al contenuto di circa 15,4 milioni di bottiglie da 1,5 litri. Questo ha significato un risparmio di 538,7 tonnellate di plastica e di 1.402 tonnellate di anidride carbonica non emesse e un risparmio di circa 4,6 milioni di euro sull’acquisto di acqua in bottiglia».

Reggio in materia di gestione del ciclo idrico ha scelto la via della società mista. A che punto è l’iter?

«Innanzitutto il grado di presenza pubblica nella gestione del ciclo idrico a Reggio è tra i più elevati d’Italia. Le reti sono pubbliche, dagli acquedotti sino al sistema fognario. Questo produce un risultato: la percentuale di sprechi qui è minima, altrove ci sono percentuali da colabrodo. Le tariffe sono gestite da un’authority. Il territorio, i Comuni, coerentemente con lo spirito del referendum, hanno optato un modello di gestione a fortissimo controllo pubblico, con un partner di minoranza privato. In seconda analisi la società – Arca – avrà un ambito d’azione provinciale. Oggi siamo nella fase in cui Atersir, la stazione appaltante, sta per mettere fuori il bando. Accadrà in questi mesi e selezionerà il partner industriale. Non era un risultato scontato e non è un iter semplice, ma procede e sta arrivando in porto. Reggio sull’acqua ha tutte le carte in regola per dire che è fra le più virtuose nel Paese».

A Cella la casetta dell’acqua pubblica, negli altri quartieri quali progetti hanno esitato i laboratori di cittadinanza?

«Moltissimi, fare l’elenco sarebbe impossibile. È un percorso che coinvolge decine di associazioni, una modalità innovativa di partecipazione messa in campo dall’amministrazione dopo la fine – per legge – delle circoscrizioni. I laboratori in tutto sono 19, più di 3mila le persone coinvolte. Potrei ricordare il wi-fi di Coviolo premiato in Europa, un frutteto di comunità a Castellazzo, la pista polivalente a Pieve, le vie ciclabili rurali tra Marmirolo e Roncadella. Ma, al di là dei singoli risultati, la filosofia è che la cura del territorio, le piccole azioni contano tanto quanto i grandi progetti che stanno partendo, come la tangenziale nord, la Bretella di Rivalta e il Capannone 18 delle Reggiane». —

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