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La Salerno-Reggio Calabria nell’inchiesta Octopus

E.SPA.
La Salerno-Reggio Calabria nell’inchiesta Octopus

La Procura ipotizza un profitto di 653mila euro su un giro di false fatturazioni per spese mai sostenute su oneri di monitoraggio dei lavori per l’autostrada

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REGGIO EMILIA

Una cifra pari a 653.400 euro, profitto di false fatture per giustificare costi mai sostenuti su oneri di monitoraggio della Salerno-Reggio Calabria. È quanto emerge dall’inchiesta Octopus, avviata nel 2014 dalla pm, Valentina Salvi, che ha portato alla luce un giro di false fatturazioni stimato all’epoca in 33 milioni, per un’evasione fiscale di 13 milioni, con reati che arrivano fino all’associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, riciclaggio e truffa ai danni dello Stato. Secondo la Procura, un sistema che contava anche sull’appoggio di un gruppo criminale con ramificazioni in Irlanda, Svizzera, Estonia e Olanda.

GLI INDAGATI

Un totale di 72 indagati rispetto ai 41 della prima fase delle indagini, fra i quali figurano imprenditori, personaggi legati al mondo dello sport e giornalisti. Otto gli accusati di associazione a delinquere: oltre al giornalista Marco Gibertini, gli imprenditori Mirco e Gianluca Salsi (padre e figlio, ex titolari della Reggiana Gourmet), il costruttore calabrese Antonio Silipo, Valerio Villani (33enne romano considerato dagli inquirenti un corriere), Piersandro Pregliasco, Marco Castaldi e Gianluca Mussoni.

L’AUTOSTRADA

Proprio Pregliasco, Castaldi e Mussoni, insieme ad altri indagati, sono considerati dagli inquirenti al centro di un episodio legato ai lavori sulla Salerno-Reggio Calabria, fra fine 2012 e inizio 2013, su un asse Reggio Emilia-Catania, passando per Roma. Nella ricostruzione degli inquirenti, un’operazione messa in piedi per consentire alla Tecnis Spa di Catania – impegnata in lavori di subappalto – l’evasione dell’imposta sui redditi e sul valore aggiunto. Fra gli indagati in concorso figurano il 60enne di Rende (Cosenza) Giuseppe Miceli, dipendente Tecnis, il 37enne ingegnere catanese della società, Mario Vitale, e il 53enne romano, Massimo Benedetti, direttore commerciale estero. Nomi ai quali si aggiungono il 38enne di Augusta (Siracusa), Vincenzo Mannuca, dipendente Cogip Holding, socia di maggioranza della Cogip Infrastrutture Spa (che controlla Tecnis) e il 40enne di Castrovillari (Consenza) Vincenzo Armentano, geometra nell’ufficio tecnico di cantiere della consortile Asr 20 Scarl, partecipata Tecnis.

LA CARTIERA

Le fatture su spese non sostenute, per gli inquirenti, sarebbero state emesse dalla Pianeta Cospea srl, con sede a Roma, una delle dieci società considerate cartiere. Per gli inquirenti, legale rappresentante era la 46enne romana Maria Di Vito, ma amministratori di fatto sarebbero stati il 38enne romano, Marco Castaldi, e il 58enne di Ivrea (Torino), Piersandro Pregliasco. Fra i mediatori tra le parti, infine, il 46enne romano, Gianluca Mussoni, indagato sempre in concorso con Di Vito, Pregliasco, Castaldo, Miceli, Vitale, Mannuca, Armentano, Benedetti. —

E.SPA.

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