Amadei in campo con Aipo per la sicurezza degli argini
Il patron dell’Immergas, che subì l’alluvione di Lentigione, collabora con l’Agenzia Il direttore Mille: «Studiamo soluzioni per proteggere le aziende dalle piene»
Boretto
Un protocollo d’intesa tra pubblico e privato per aumentare la sicurezza del territorio. È quello che è stato siglato tra l’Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo) e Romano Amadei, patron di Immergas e presidente della holding Immerfin. I dettagli verranno resi noti nelle prossime settimane.
L’accordo rientra tra i progetti che Aipo ha presentato ieri in occasione della Giornata della trasparenza, finalizzata al confronto e alla condivisione con i portatori d’interesse dell’Agenzia, interni ed esterni, in tema di trasparenza dell’azione amministrativa e di andamento gestionale.
Nel corso del pomeriggio, a bordo della motonave Stradivari, al porto turistico fluviale di Boretto, si è tenuto il seminario nel quale sono stati illustrati alcuni dei progetti più importanti che Aipo sta portando avanti per l’incremento della sicurezza idraulica nel bacino padano. Introdotto dal presidente del Comitato di indirizzo di Aipo e assessore regionale piemontese Francesco Balocco e moderato dal segretario generale dell’Autorità di bacino Meuccio Berselli, l’incontro ha visto la presentazione di progetti che toccano da vicino la provincia reggiana. In particolare, è stato fatto il punto sugli interventi di manutenzione del torrente Enza a Lentigione.
«Dal punto di vista della sicurezza e della pulizia – spiega il direttore Luigi Mille – sono stati compiuti passi importanti, ma vogliamo fare di più. Per questo motivo, in accordo con Romano Amadei, abbiamo costituito una “cabina di regia” per il monitoraggio degli argini, al fine di aumentare la sicurezza per il territorio».
Nello specifico, il protocollo firmato si pone l’obiettivo di produrre uno studio di fattibilità ad ampio raggio nel quale prendere in esame le soluzioni da attuare al fine di migliorare la sicurezza idraulica della zona industriale di Lentigione – che a seguito della piena dello scorso anno fece registrare danni importanti – e formulare una proposta di intervento che preveda un progressivo aumento del grado di difesa idraulica del territorio dell’Enza, in relazione ai diversi scenari di rischio previsti dal Piano di gestione del rischio alluvioni.
Inoltre, nell’esposizione dei vari progetti, è stato ricordato che toccano da vicino la provincia reggiana anche i 15 milioni di euro investiti dalla Regione Lombardia per il rinforzo degli argini maestri, con benefici che ricadono sulla sicurezza della sponda emiliana.
In mattinata, al polo scientifico Aipo di Boretto, la giornata si era aperta con una visita ai laboratori e i saluti dell’assessora alla Protezione civile della Regione Emilia-Romagna e componente del Comitato di indirizzo Aipo Paola Gazzolo, del direttore di Aipo Luigi Mille, del sindaco di Boretto Massimo Gazza e del professor Paolo Mignosa dell’università di Parma. —
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