Crollano i prezzi delle case L’eccezione? Quelle di pregio
Lucio Ghizzoni, titolare di Prima Immobiliare: «Il centro storico, dove sono stati fatti interventi di ristrutturazione, raccoglie ancora un notevole interesse»
REGGIO EMILIA
Conviene ancora comprare un immobile tanto più se non è destinato a propria abitazione? I risparmi investiti negli immobili hanno perso molto del loro smalto e i dubbi incombono su quanti riescono, anche a costo di grandi sacrifici, ad accantonare risorse. Un tempo i soldi finivano sotto il materasso e, negli ultimi decenni, depositati in banca. Soluzioni che hanno perso parte della loro attrattiva.
Il guaio – precisa la Confedilizia reggiana citando i dati Istat – è che i prezzi delle abitazioni esistenti sono diminuiti di un ulteriore 0,7% in un solo anno, con picchi che toccano il meno 2,2% come a Roma dove sono crollati anche i valori delle case nuove. Rispetto al 2010, quando non erano stati ancora introdotti l’Imu e poi la Tasi che gravano sui beni immobiliari, i valori sono calati del 22,1%. E questo senza parlare di quegli edifici che non hanno praticamente alcun valore perché sono impossibili da vendere o da affittare.
«L’Italia, come rileva Eurostat, è l’unico Paese d’Europa in queste condizioni – aggiunge la Confedilizia reggiana – e il problema è che in questo modo vengono erosi i risparmi delle famiglie e gli investimenti delle imprese. Occorre rimuovere questa pesante anomalia».
Ecco perché sono pochi coloro che si avventurano a destinare tutte le sue risorse in un bene destinato a perdere valore. Naturalmente Reggio non sfugge alla regola e lamenta, in diverse situazioni, una netta diminuzione delle quotazioni.
Fortunatamente con qualche doverosa eccezione come segnala Lucio Ghizzoni, titolare di Prima Immobiliare, che ha recentemente registrato alcuni importanti cambi di proprietà. «Il centro storico reggiano – assicura – sta raccogliendo ancora un forte interesse là dove sono state compiute importanti ristrutturazioni. Ne è un esempio palese il quartiere che ruota intorno agli interventi avviati da Fulvio Montipò che hanno positivamente influito sulla via Emilia e su alcune strade nelle vicinanze. Anche via Roma appare più viva e dinamica del passato così come altri immobili nei quali sono state adottate delle nuove tecnologie. Calo sì invece, e molto forte, sulle case obsolete, non ristrutturate. Pare in sensibile sofferenza anche il residenziale molto periferico mentre resistono i quartieri posti poco oltre lo storico esagono cittadino. Valori alternanti ho infine rilevato nei diversi paesi della provincia dove non mancano naturalmente le eccezioni. Mi pare permangano a buoni livelli, solo per fare un paio di eccezioni, le quotazioni delle abitazioni che si trovano ad Albinea e Cavriago. Va peggio altrove. Per ridare slancio al mercato sarebbe davvero utile ridurre il peso fiscale». —
L.V.
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