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Reggio Emilia, gli Hogs ancora senza un campo su cui giocare: 34 anni di storia vissuta da “nomadi”

Leonardo Grilli
Reggio Emilia, gli Hogs ancora senza un campo su cui giocare: 34 anni di storia vissuta da “nomadi”

Nonostante la ricca storia della squadra reggiana di football americano, manca ancora uno “stadio” adeguato e stabile. Il dirigente Scolari: «Chiediamo solo un luogo regolamentare per i nostri ragazzi»

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REGGIO EMILIA. Hanno vinto campionati e tornei, vantano una storia trentennale e hanno formato centinaia di giovani reggiani, trasmettendogli i valori dello sport e della collaborazione. Ma, nonostante tutto, sono da sempre senza un campo ufficiale su cui allenarsi e giocare, costretti a un nomadismo continuo.

Stiamo parlando degli Hogs, la società di football americano made in Reggio Emilia, rinchiusa in questa complicata situazione che va avanti da 34 anni e che, nonostante parole e promesse che si sono succedute nel tempo, non è mai stata risolta.

Eppure il lavoro di giocatori, dirigenti e allenatori è eccellente, tanto che da anni i coach granata sono presenti anche nelle aule reggiane con proposte mirate a diffondere la passione per questo sport, che inizia ad essere più conosciuto in Italia, lavorando nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Un lavoro fin troppo eccellente visto che spesso ci si ritrova nel paradosso di avere molti iscritti e adolescenti interessati a giocare, senza avere un luogo dove poterli allenare. Da anni gli Hogs sono ospitati, a pagamento, dallo stadio Torelli di Scandiano che però spesso è occupato da altre competizioni e la dirigenza reggiana si trova a vagare in giro per città e provincia alla ricerca di un luogo libero che possa ospitare il football americano.

«Le mille promesse delle varie amministrazioni restano tali e come ogni anno il problema torna a porsi – spiega amareggiato Federico Scolari, uno dei dirigenti degli Hogs e responsabile del settore giovanile – quello che ci disturba parecchio è che da sempre facciamo attività di promozione gratuita nelle scuole, spendendo circa 5mila euro all’anno, e alla fine siamo in grado di allestire un campo solo per gli under 19 che si possono allenare di sera».

La dirigenza ha tentato di trovare una soluzione anche col sindaco Vecchi – che ha tenuto per sé la delega allo sport – ma invano: «La Fondazione dello sport ci dice che tutti i campi sono occupati – prosegue Scolari – è stata presentata anche una mozione in consiglio comunale, ma nulla si è risolto».

Eppure non dovrebbe essere così difficile, per una giunta che si è dimostrata in grado di muovere milioni di investimenti e far uscire dal baratro la Reggiana, trovare un luogo che possa salvare le aspirazioni di un centinaio di giovani reggiani. Anche perché le richieste degli Hogs sono quanto di più normale (e realizzabile) possibile: «Non pretendiamo uno stadio unicamente per noi – conclude l’allenatore – ma solo un campo regolamentare anche per il football americano, dove poter giocare e allenarci regolarmente, possibilmente vicino alla città».

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