Vendevano droga ai ragazzi denunciati due studenti
Il business di un ventenne e un diciannovenne correva via WhastApp I carabinieri hanno individuato almeno un centinaio di giovanissimi clienti
CASTELLARANO
Vendevano marjuana e hascisc ai loro giovani coetanei di Castellarano. Due studenti residenti nel comune sul Secchia, un 20enne e un 19enne incensurati, sono stati denunciati dai carabinieri con l’accusa di detenzione di stupefacenti al fine di spaccio. È la chiusura di un’indagine partita nel marzo 2018, quando il 20enne è stato fermato per la prima volta, e proseguita con la collaborazione delle famiglie dei clienti della coppia: il responsabile principale del commercio sarebbe il più grande dei due ragazzi, ma anche il 19enne avrebbe collaborato fattivamente a diverse transazioni. Si parla di una rete attiva almeno dal febbraio 2017, con almeno un centinaio di acquisti di droghe leggere, marjuana e hascisc.
Il primo atto arriva appunto nel marzo 2018. In quel periodo, i carabinieri della stazione di Castellarano intercettano per la prima volta il 20enne, trovandolo in possesso di 5 dosi di marijuana perfettamente confezionate, come se dovessero essere solo consegnate ad un cliente. Il quantitativo di suo non avrebbe comportato l’accusa di spaccio, ma solo la segnalazione come consumatore. I militari già da tempo hanno però dei sospetti e questo fermo consente di fare un altro passo avanti. La droga viene sequestrata così come il cellulare usato dal ragazzo. I dati presenti nel telefonino si rivelano cruciali. In particolare, vengono analizzati nel dettaglio i tanti messaggi WhatsApp inviati e ricevuti dal 20enne: la letture delle conversazioni permette di ricostruire abbastanza chiaramente almeno un centinaio di trattative andate a buon fine per l’acquisto di piccoli quantitativi di stupefacenti, oltre ovviamente a fornire i numeri di telefono di chi faceva richieste.
In questo i modo i militari sono arrivati rapidamente a una dozzina di ragazzi, tutti abitanti nel comprensorio ceramico; fra loro, anche diversi minorenni. I giovani clienti vengono tutti convocati in caserma, accompagnati dai genitori, per essere sentiti come persone informate sui fatti. Inoltre, vengono tutti segnalati alla prefettura come consumatori di stupefacenti, e rischiano quindi piccole sanzioni come il ritiro temporaneo di alcuni documenti personali. Invitati dalle loro famiglie a collaborare con i militari, forniscono parecchi dettagli sui loro acquisti di droghe.
I vari racconti vengono messi insieme e incrociati dai carabinieri, sino a ricostruire la struttura della rete di spaccio, gestita in prima battuta dal 20enne; in diverse occasioni era però il suo amico 19enne a occuparsi delle cessioni di hascisc e marjuana. Con queste basi, gli uomini della stazione di Casalgrande hanno proseguito nelle loro indagini sino a mettere insieme altre prove. Tutto il materiale è poi servito per l’ultimo passo, la denuncia dei due studenti; il reato contestato è quello di spaccio continuato, aggravato però dall’aver ceduto sostanze stupefacenti anche a minorenni. Le denunce sono state formalizzate in questi ultimi giorni, e ora si appresta a partire la fase processuale. —
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