Gazzetta di Reggio

Reggio

Appiccano il fuoco in uno stanzino Paura allo Scaruffi e scuola evacuata

Leonardo Grilli

Immediato l’intervento del personale e dei pompieri  Seicento studenti in cortile, spento il principio di incendio

3 MINUTI DI LETTURA





reggio emilia

Lezioni sospese e momenti di spavento ieri alle 12 all’istituto tecnico Scaruffi-Levi-Tricolore, in via Filippo Re. Nella scuola, infatti, si è sviluppato un principio di incendio che ha messo comprensibilmente in allarme il personale e i docenti, tanto che gli studenti sono stati fatti evacuare e sul posto è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Una disavventura che per fortuna si è risolta senza danni alla strutture né feriti, ma che ha quasi certamente origine dolosa.



Il principio di incendio si è sviluppato quando ormai la gran parte degli alunni aveva svolto buona parte delle ore di lezioni quotidiane. All’improvviso, nelle vicinanze di uno stanzino si è iniziato a sentire puzza di bruciato e il fumo ha cominciato a propagarsi a parte dei locali nelle vicinanze.

Immediatamente è stato dato l’allarme e i circa 650 studenti sono stati fatti uscire per precauzione dallo stabile. Nel frattempo è entrato in azione il personale dello Scaruffi addestrato ad intervenire in casi come questi che, estintore alla mano, ha spento le fiamme prima che si potessero propagare e creare un pericolo serio.



Come prevede la procedura, contemporaneamente sono stati allertati i vigili del fuoco che, dalla caserma di via della Canalina, si sono portati in via Filippo Re con una squadra. Assieme a loro anche i sanitari del 118 ma fortunatamente il loro intervento non è stato necessario.

I pompieri, nonostante la situazione fosse ormai sotto controllo, sono entrati allo Scaruffi per un sopralluogo, hanno verificato l’assenza di danneggiamenti all’edificio e hanno dato il via libera perché le lezioni, per chi doveva ancora finire la giornata scolastica, potessero riprendere regolarmente.



Anche se la vicenda si è conclusa senza danni né feriti, resta tuttavia un retrogusto amaro. L’origine dolosa del principio d’incendio, infatti, sembra essere certa.

Tutto è partito da uno sgabuzzino di due metri quadrati, con all’interno diversi prodotti per la pulizia. A prendere fuoco è stato un secchio vuoto utilizzato dal personale Ata della scuola, e le fiamme, grazie al pronto intervento dei dipendenti dello Scaruffi, non hanno intaccato il resto dell’ambiente. Si è trattato, forse, della bravata di uno studente che voleva uscire prima da scuola per evitare un’interrogazione, oppure un errore accidentale, magari di qualcuno che ha gettato un mozzicone di sigaretta pensando vi fosse ancora acqua nel secchio.



Vista la delicatezza della vicenda – una scuola evacuata è sempre fonte di preoccupazione – ieri ha effettuato un sopralluogo allo Scaruffi anche la vicepresidente della Provincia, con delega all’istruzione, Ilenia Malavasi.

«Stiamo facendo le valutazioni necessarie per capire come sia potuto succedere – ha spiegato – ma le lezioni proseguiranno regolarmente. Se verrà confermata l’origine dolosa, senza dubbio c’è la responsabilità di qualcuno che era a scuola in quel momento». Un episodio che, inevitabilmente, riporta all’incendio appiccato da uno studente dentro al Chierici un anno e mezzo fa, che ebbe conseguenze ben peggiori e ben più costose per la Provincia: «Ci vuole più responsabilità nelle azioni quotidiane di tutti noi – conclude la Malavasi –. Ci sono gesti che, anche involontariamente, possono creare pericolo. La macchina della sicurezza, comunque, ha funzionato». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google