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LA SCELTA 

Camusso lancia Landini come nuovo leader della Cgil

Camusso lancia Landini come nuovo leader della Cgil

La proposta votata a larga maggioranza: sette componenti su nove Il segretario della Fiom regionale: «Ha qualità e statura politica senza paragoni» 

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REGGIO EMILIA. Su Facebook era stata creata anche una pagina per spingerne la candidatura a nuovo numero uno della Cgil. E il diretto interessato, poche settimane fa a Imola, alla domanda diretta, aveva chiarito di non essersi «mai candidato a nulla e non mi candido mai a nulla», ma «se mi venisse chiesto», allora «mi sono sempre assunto le mie responsabilità». Dunque, «pronto a fare la mia parte nel modo che si deciderà». Il “modo” è arrivato lunedì, al termine di una riunione notturna molto tesa, che si è chiusa approvando, a larga maggioranza (sette componenti su nove), la proposta della leader Cgil. Susanna Camusso ha proposto proprio lui, Maurizio Landini, come nuovo leader.

Chi esulta. Classe 1961, reggiano. E non è un caso se in Emilia-Romagna, la terra da cui proviene, dove ha guidato i metalmeccanici prima di farlo a livello nazionale, c'è chi esulta. In particolare, uno che Landini lo conosce parecchio bene. «Oggi che la proposta a futuro segretario generale è ufficiale, sono felice», scrive su Facebook il segretario della Fiom-Cgil dell’Emilia-Romagna, Bruno Papignani: «Maurizio è quello che serve oggi alla Cgil». Inoltre, sottolinea Papignani, Landini è indicato da Camusso; così come fece Luciano Lama con Bruno Trentin «che era la candidatura naturale come oggi è Maurizio Landini» e «anche allora c’era un altro che ambiva a farlo, Sergio Garavini, un grande che in ogni caso non lo rivendicò». Lama per non essere divisivo indicò Antonio Pizzinato che poi si dimise e toccò a Trentin. Papignani lo evidenzia perché sa che c'è un potenziale anti-Landini: Vincenzo Colla, ex segretario della Cgil dell'Emilia-Romagna, uno che «conosco bene, è persona capace, ma la sua idea di Cgil non mi convince». Ma «se ci sarà l'auto-candidatura di Colla, risulterà altrettanto palese che a voler dividere la Cgil sarà Colla per conto di qualcuno dal quale non riesce più a liberarsi».

L’opposizione. E dunque, si domanda il segretario della Fiom dell'Emilia-Romagna, «perché tanta opposizione sul fatto che dopo un'ampia consultazione il segretario uscente avanzi una proposta? Perché il gruppo dirigente dello Spi si svena sprecando energie utili a portare avanti i diritti dei pensionati, palesandosi supporter e azionista di una candidatura alternativa». Anche di Landini «sentirete ripetere fino all'ossessione per scongiurare l'elezione dell'ex segretario nazionale Fiom che è divisivo. Mi chiedo: ma perché? Se la maggioranza dell'assemblea generale lo voterà sarà il segretario di tutti». Ad ogni modo, Papignani non ha dubbi: ritiene Landini «la persona più adatta a gestire le traversie politiche di questa fase, il volto convinto di un sindacato che vuole cambiare e tornare protagonista. La persona giusta in grado di motivare un modello di società che va reinventato, dunque non il salvatore della patria, ma il numero uno di un insieme. Ha qualità e statura politica senza paragoni». —

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