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Il grande caos dei rimborsi agli alluvionati procedura macchinosa e rischio ritardi

Andrea Vaccari
Il grande caos dei rimborsi agli alluvionati procedura macchinosa e rischio ritardi

A pochi giorni dalla scadenza dei termini, tecnici abilitati non firmano le perizie per non correre rischi. La rabbia dei cittadini

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Mancano meno di due settimane alla scadenza per la presentazione dei moduli per ottenere i contributi riguardanti i danni post-alluvione, ma la situazione a Lentigione è ancora in alto mare.

Nel corso dell’assemblea che si è svolta lunedì sera al centro sociale della frazione brescellese è emersa una situazione di stallo dettata in particolare da un aspetto burocratico: l’iter per la compilazione di questi moduli è, infatti, piuttosto macchinoso in quanto sono previste perizie asseverate molto complesse. Il problema che sta emergendo è che molti dei tecnici abilitati per la firma di queste perizie non vogliono andare incontro a rischi: una recente legge regionale ha infatti modificato alcune norme catastali e dunque – in linea teorica – le abitazioni risalenti a prima del 2000, per le quali non sono state comunicate variazioni catastali, potrebbero risultare non in regola. Nel peggiore dei casi, i tecnici asseveratori potrebbero andare incontro a conseguenze penali, e i proprietari venire multati.



La situazione, inevitabilmente, ha portato qualche cittadino a esternare il proprio malcontento. Alcuni, addirittura, hanno proposto di mettere in atto la protesta collettiva di non presentare alcun tipo di richiesta di risarcimento. Più in generale, i cittadini si sono chiesti, a fronte dell’esiguità delle risorse stanziate come risarcimento, se davvero vale la pena intraprendere un percorso così tortuoso. Tra riflessioni più o meno “gridate”, l’assemblea ha chiesto a gran voce ai rappresentanti della Regione presenti un incontro con il presidente Stefano Bonaccini.

«Questi problemi burocratici – hanno spiegato i lentigionesi – li abbiamo già fatti presenti da tempo, ma non è stato risolto nulla». Un malcontento che gli stessi alluvionati avevano espresso con un mini-presidio davanti all’Immergas nei giorni scorsi, all’arrivo del presidente. In particolare, dal punto di vista tecnico, i residenti avrebbero gradito, all’interno delle perizie, una postilla che avrebbe impegnato i padroni di casa a sanare, nel tempo, eventuali irregolarità, in modo da far sentire più “sollevati” anche gli stessi tecnici.



Alla serata di lunedì hanno preso parte anche il sindaco Elena Benassi e il vice Stefano Storchi, che hanno ribadito la posizione del Comune, il quale nelle scorse settimane aveva approvato una delibera sul tema. Come già ribadito in occasione di quella seduta, l’amministrazione – di fronte ai 9,5 milioni arrivati dal governo, quando solo a Lentigione si sono registrati danni per 16 milioni, tra cui 500mila euro solo per le auto – auspica stanziamenti supplementari anche da parte della Regione (come avvenuto in altre parti d’Italia in occasione di analoghe emergenze). Allo stesso tempo, sindaco e vice hanno sottolineato la necessità di trovare un’intesa, vista che la scadenza del 23 ottobre è a dir poco imminente: per arrivarci – hanno spiegato – serve maggiore elasticità da parte dei tecnici e fiducia da parte dei cittadini. Che – è stato ribadito – hanno a disposizione l’Ufficio tecnico comunale, dove è stato allestito un punto d’ascolto attivo quattro ore al giorno per sei giorni la settimana.



Al di là di come verrà risolta questa grana burocratica, c’è da fare i conti con il tempo che scorre. Su 245 ricognizioni effettuate nei mesi scorsi, al momento non è stata consegnata alcuna richiesta di rimborso. Per riuscire a vedere tutte le domande in tempo servirebbe un lavoro straordinario da parte dell’ufficio tecnico. Come finirà? —



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