Il grande caos dei rimborsi agli alluvionati procedura macchinosa e rischio ritardi
A pochi giorni dalla scadenza dei termini, tecnici abilitati non firmano le perizie per non correre rischi. La rabbia dei cittadini
Lentigione
Mancano meno di due settimane alla scadenza per la presentazione dei moduli per ottenere i contributi riguardanti i danni post-alluvione, ma la situazione a Lentigione è ancora in alto mare.
Nel corso dell’assemblea che si è svolta lunedì sera al centro sociale della frazione brescellese è emersa una situazione di stallo dettata in particolare da un aspetto burocratico: l’iter per la compilazione di questi moduli è, infatti, piuttosto macchinoso in quanto sono previste perizie asseverate molto complesse. Il problema che sta emergendo è che molti dei tecnici abilitati per la firma di queste perizie non vogliono andare incontro a rischi: una recente legge regionale ha infatti modificato alcune norme catastali e dunque – in linea teorica – le abitazioni risalenti a prima del 2000, per le quali non sono state comunicate variazioni catastali, potrebbero risultare non in regola. Nel peggiore dei casi, i tecnici asseveratori potrebbero andare incontro a conseguenze penali, e i proprietari venire multati.
La situazione, inevitabilmente, ha portato qualche cittadino a esternare il proprio malcontento. Alcuni, addirittura, hanno proposto di mettere in atto la protesta collettiva di non presentare alcun tipo di richiesta di risarcimento. Più in generale, i cittadini si sono chiesti, a fronte dell’esiguità delle risorse stanziate come risarcimento, se davvero vale la pena intraprendere un percorso così tortuoso. Tra riflessioni più o meno “gridate”, l’assemblea ha chiesto a gran voce ai rappresentanti della Regione presenti un incontro con il presidente Stefano Bonaccini.
«Questi problemi burocratici – hanno spiegato i lentigionesi – li abbiamo già fatti presenti da tempo, ma non è stato risolto nulla». Un malcontento che gli stessi alluvionati avevano espresso con un mini-presidio davanti all’Immergas nei giorni scorsi, all’arrivo del presidente. In particolare, dal punto di vista tecnico, i residenti avrebbero gradito, all’interno delle perizie, una postilla che avrebbe impegnato i padroni di casa a sanare, nel tempo, eventuali irregolarità, in modo da far sentire più “sollevati” anche gli stessi tecnici.
Alla serata di lunedì hanno preso parte anche il sindaco Elena Benassi e il vice Stefano Storchi, che hanno ribadito la posizione del Comune, il quale nelle scorse settimane aveva approvato una delibera sul tema. Come già ribadito in occasione di quella seduta, l’amministrazione – di fronte ai 9,5 milioni arrivati dal governo, quando solo a Lentigione si sono registrati danni per 16 milioni, tra cui 500mila euro solo per le auto – auspica stanziamenti supplementari anche da parte della Regione (come avvenuto in altre parti d’Italia in occasione di analoghe emergenze). Allo stesso tempo, sindaco e vice hanno sottolineato la necessità di trovare un’intesa, vista che la scadenza del 23 ottobre è a dir poco imminente: per arrivarci – hanno spiegato – serve maggiore elasticità da parte dei tecnici e fiducia da parte dei cittadini. Che – è stato ribadito – hanno a disposizione l’Ufficio tecnico comunale, dove è stato allestito un punto d’ascolto attivo quattro ore al giorno per sei giorni la settimana.
Al di là di come verrà risolta questa grana burocratica, c’è da fare i conti con il tempo che scorre. Su 245 ricognizioni effettuate nei mesi scorsi, al momento non è stata consegnata alcuna richiesta di rimborso. Per riuscire a vedere tutte le domande in tempo servirebbe un lavoro straordinario da parte dell’ufficio tecnico. Come finirà? —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
