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Peveraro, Presidente Iren 

«Il porta a porta in centro funzionerà»

N.N.

REGGIO EMILIADal 22 ottobre anche il centro storico di Reggio Emilia sarà coinvolto nell’iniziativa del porta a porta che consente l’aumento della raccolta differenziata così da salvaguardare l’ambien...

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REGGIO EMILIA

Dal 22 ottobre anche il centro storico di Reggio Emilia sarà coinvolto nell’iniziativa del porta a porta che consente l’aumento della raccolta differenziata così da salvaguardare l’ambiente. Diecimila pezzi, tra mastelle, sotto-lavelli e bidoni, 300 nuovi cassonetti e 1,2 milioni di sacchetti per rifiuti solidi, urbani organici saranno distribuiti e sostenuti dal contributo di Iren che ammonta a circa 350mila euro.

Gli informatori dell’azienda, identificabili da una pettorina gialla e da un tesserino di riconoscimento con nominativo, hanno iniziato dallo scorso 17 settembre a fornire alle famiglie e alle imprese del centro storico le indicazioni riguardanti il porta a porta; gli operatori spiegano infatti come smaltire in modo corretto i rifiuti, consegnando il manuale della raccolta e il “Rifiutologo” con il relativo calendario del giro della raccolta.

«Ci stiamo impegnando per la buona riuscita di questo progetto – spiega il presidente di Iren Paolo Peveraro –. I risultati sono evidenti, grazie non solo all’azienda ma anche ai cittadini, soprattutto i più piccoli che insegnano ai grandi perché è importante fare la raccolta differenziata. Il porta a porta è fondamentale anche per il centro storico e non vedo perché non si possano raggiungere gli stessi obiettivi delle altre zone del Reggiano».

Obiettivi che sono il raggiungimento della salvaguardia dell’ambiente, con l’abbassamento delle immissioni di anidride carbonica grazie all’utilizzo sempre minore degli impianti di smaltimento e il riutilizzo di determinati materiali idonei al riciclo se opportunamente gettati nei bidoni forniti, oltre alla riduzione delle energie superflue. L’azienda, inoltre, ha dichiarato che lo smaltimento dei rifiuti organici avverrà nell’impianto di Gavassa per la produzione di biometano, con un investimento di 55milioni di euro. —

N.N.

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