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Operaio morto nell'ex inceneritore di Reggio Emilia, i sindacati in sciopero: "Appalti Iren fuori controllo"

Operaio morto nell'ex inceneritore di Reggio Emilia, i sindacati in sciopero: "Appalti Iren fuori controllo"

Presidio unitario di Cgil-Cisl e Uil, che hanno incrociato le braccia per quattro ore nella manifestazione di protesta per la morte di Silvio Sotgiu, 42enne  di origini sarde, che ha perso la vita mentre svolgeva il suo lavoro di manutenzione a causa di una forte esplosione nell’impianto di stoccaggio rifiuti di Iren. Disposta l'autopsia

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REGGIO EMILIA. Un sistema di appalti e subappalti Iren considerato fuori controllo. Sono stati un centinaio i lavoratori che si sono ritrovati in presidio davanti all'ex inceneritore di Cavazzoli, con uno sciopero di quattro ore. Una manifestazione di protesta convocata da Cgil, Cisl e Uil dopo la morte di Silvio Sotgiu, il 42enne  di origini sarde, che ha perso la vita, mentre svolgeva il suo lavoro di manutenzione, a causa di una forte esplosione all’interno dell’impianto di stoccaggio rifiuti di Iren e della caduta – un volo di otto metri - dal silos su cui stava effettuando una saldatura.

Per i sindacati, un infortunio mortale che si poteva e si doveva evitare. Ed è per questo che una delegazione di un centinaio di lavoratori ha manifestato davanti all'impianto, chiedendo maggiori interventi sul fronte della sicurezza e un sistema più stringente sul versante degli appalti e dei subappalti.

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Durante il presidio hanno preso parola Guido Mora, segretario provinciale della Cgil, Jacopo Scialla segretario Uil e Domenico Chiatto della Cisl, mettendo in evidenza l'emergenza infortuni sul lavoro. Alla manifestazione hanno partecipato anche il sindaco, Luca Vecchi, il vicesindaco, Matteo Sassi, e l'assessore Mirko Tutino.

"La tragedia poteva essere evitata - attacca Mora - Il contesto in cui si è verificata è quello degli appalti e dei subappalti, della manutenzione e di una grande impresa come Iren che non è piu locale. In un gruppo come questo, gli appalti dovrebbero essere contenuti e il controllo di tutti gli aspetti organizzativi e lavorativi dovrebbe essere tenuto in carico del comittente, quindi Iren stessa. Occorre che Iren cambi registro".

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I sindacati hanno annunciato che a breve sarà aperta "una vertenza federale come Cgil, Cisl e Uil nei confronti di tutti gli interlocutori: datori di lavoro e servizi ispettivi, istituzioni locali". Annunciata anche una raccolta fondi in favore dei familiari della vittima.

Il sindaco Vecchi ha espresso vicinanza ai familiari delle vittime da parte dell'amministrazione, annunciando l'intenzione di convocare Iren per un confronto: "Per quanto ci riguarda, nella nostra funzione di soci e azionisti,  convocheremo l'azienda per un confronto di merito che attiene alle modalità di appalti e subappalti e su tutto quello che si può fare per aumentare il livello di prevenzione e sicurezza". E ha aggiunto: "Per quanto attiene alle repsonsabilità e alle dinamniche dell'incidente è giusto che la magistratura abbia il tempo di accertare quanto accaduto".

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LA VITTIMA. Aveva già avvisato il datore di lavoro: dal fine settimana, Silvio Sotgiu sarebbe stato assente per qualche giorno, perché sarebbe tornato al paese per la cresima di ben tre dei suoi numerosi nipoti. Invece a Cossoine, in provincia di Sassari, dove vivono quasi tutti i parenti della vittima, la notizia della morte di Silvio è arrivata ieri come un fulmine a ciel sereno: la cerimonia è stata sospesa, i fratelli sono partiti per Reggio Emilia. Silvio Sotgiu, nato a Sassari il 7 maggio 1976, proveniva da una famiglia numerosa e già colpita in passato dal lutto: lascia tre fratelli e una sorella, mentre il sesto fratello era scomparso prematuramente, trent’anni fa, in un incidente stradale. Dopo essersi diplomato all’istituto tecnico “Musinu”, Silvio era emigrato una quindicina di anni fa in continente, per motivi di lavoro: la sua era una professionalità ricercata e tutti lo descrivono come un gran lavoratore.

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A Cossoine il 42enne tornava in media due o tre volte all’anno; non mancava mai per San Sebastiano, la festa del santo patrono, molto sentita, durante la quale si svolge una sorta di palio tradizionale a cavallo. I cavalli erano la passione di Silvio: provetto cavallerizzo e fan delle esibizioni acrobatiche che fanno parte della tradizione sarda, il tempo libero lo passava a cavalcare. Da anni risiedeva a Cadelbosco Sopra, in via Neruda in zona centrale dietro alla casa di riposo, insieme alla compagna Irene Cucciarrè.

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LE INDAGINI. Sul corpo di Sotgiu, intanto, è stata disposta l'autopsia. I campioni rilevati dall'Arpae sul luogo dell'incidente sono stati inviati ai vigili del fuoco in modo da mettere insieme una relazione informativa scritta da inviare alla Procura. L’unico aspetto certo della dinamica è che lo scoppio ha avuto origine alla base del silos, dal basso verso l’alto.

Il 42enne sul cestello è stato investito dall’onda d’urto in volto, sbalzato verso l’alto (il suo cappello è rimasto sopra il capannone a fianco) ed è ricaduto da un’altezza che sfiora i dieci metri. Un volo tremendo, che ha fatto precipitare l’operaio, seguito subito dopo dallo sgretolamento del silos: quest’ultimo prima ha abbattuto un palo della luce poi si è adagiato su un lato, come un enorme pallone sgonfio, sfiorando il collega a terra, mentre l’operaio egiziano ha dichiarato di aver visto in alto il silos disancorato.

Nel ricadere sull’asfalto, Silvio Sotgiu è deceduto all’istante: si dovrà accertare se è morto per le lesioni riportate nell’esplosione o per la caduta da quell’altezza. Illesi e senza neppure un graffio, ma sotto choc, i due colleghi, che si sono ritrovati tra una montagna di detriti, invocando invano il nome di Silvio. La vittima era un dipendente della ditta in subappalto, la Vopertec Srl di Genova, facente parte del consorzio Mti di Milano.

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