Pellicciari, il titolare «Evento inspiegabile»
REGGIO EMILIA«Cosa ha potuto provocare l’esplosione? È inspiegabile. Quel silos era vuoto e bonificato, in teoria. Il serbatoio era rimasto aperto durante la notte e il tachimetro segnava zero. In...
REGGIO EMILIA
«Cosa ha potuto provocare l’esplosione? È inspiegabile. Quel silos era vuoto e bonificato, in teoria. Il serbatoio era rimasto aperto durante la notte e il tachimetro segnava zero. In più la certificazione sul contenuto parla di olii emulsionanti non infiammabili. L’unica opzione che mi viene in mente, a rigor di logica, è che alcune sostanze non dichiarate dalle aziende che conferiscono i rifiuti si siano miscelate all’interno del serbatoio. Ma è una mia ipotesi personale, beninteso, bisognerà attendere le analisi». Andrea Pellicciari, 36 anni, è titolare insieme al padre della Pellicciari Srl di via Agnoletti 20, in zona Annonaria; con trenta dipendenti, è una storica ditta che si occupa di manutenzione di impianti civili e industriali. I furgoncini con il logo Pellicciari hanno varcato la soglia di via dei Gonzaga mille volte.
«È un dispiacere enorme perdere un giovane che sta lavorando: è la morte peggiore, non dovrebbe mai succedere – afferma Pellicciari –. In più i due colleghi ne sono usciti illesi per miracolo: per poco la struttura non è crollata sull’altro operaio a terra, salvo solo perché l’esplosione è stata verticale. Certo il nostro è un lavoro a rischio: si fanno saldature vicino ai gas, perciò abbiamo sempre cercato di mantenere alti gli standard della sicurezza». Il gas, però, non avrebbe dovuto esserci in quel silos. «Infatti il serbatoio avrebbe dovuto contenere solo una miscela di olii e acqua. Silvio non doveva nemmeno toccarlo, il serbatoio: il suo compito era collegare le tubature di alimentazione per riempirlo di nuovo. Silvio non aveva ancora iniziato la saldatura chiamata “a tig”, una modalità per saldare l’acciaio inox senza fare scintille. Aveva appena appoggiato l’attrezzo quando è stato investito dallo scoppio. Certo l’ossigeno è una delle sostanze più esplosive, se viene a contatto con altri gas».
A chi gli fa osservare che il sistema del subappalto è additato come la causa principe degli infortuni sul lavoro, il titolare replica: «Sì, ma è successo l’imprevedibile. Sono sereno sul fatto che tutte le misure di sicurezza siano state osservate dai miei uomini. Sul subappalto replico che non c’è nessuna scatola cinese: quando abbiamo picchi di lavoro ci rivolgiamo ad altre ditte, come la Vopertec. Lo fanno tutti». —
AM.P.
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