Reggio Emilia, omicidio di via Nacchi: pena dimezzata per l'assassino
L'8 giugno 2016 Ahmed Ben Haj aveva ucciso a coltellate il connazionale 41enne Mahdi Sallami. In primo grado era stato condannato a 30 anni in abbreviato. In appello cade l'aggravante della premeditazione
REGGIO EMILIA. Pena dimezzata per Ahmed Ben Haj, tunisino imputato per l'omicidio del connazionale 41enne Mahdi Sallami, ucciso a coltellate in via Nacchi l'8 giugno 2016 a Reggio Emilia.
In primo grado il nordafricano, all'epoca 22enne, era stato condannato a 30 anni in abbreviato dal Gup, per omicidio aggravato dalla premeditazione, aggravante però caduta davanti alla Corte di assise di appello, che ha deciso per una pena di 15 anni e 5 mesi.
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Secondo la ricostruzione degli investigatori, Ben Haj aveva assassinato il connazionale per vendicarsi di una coltellata al volto ricevuta dall'altro, nel corso di una violenta colluttazione avvenuta, sempre a Reggio Emilia, la notte di San Silvestro 2013.
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Per la Procura il tutto era maturato in un contesto di dura contrapposizione tra due gruppi di spacciatori. Dopo l'omicidio, Ben Haj era fuggito a Parigi, da parenti, in attesa di trovare il modo per rientrare Tunisia.
Gli uomini della squadra mobile reggiana lo avevano però individuato e arrestato in Francia per poi consegnarlo alla giustizia italiana. All'udienza in Corte d'Appello l'accusa, rappresentata in aula dal sostituto procuratore generale Valter Giovannini, ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado, ritenendo sussistente la premeditazione e non concedibili le attenuanti generiche per le violentissime modalità dell'omicidio. Di parere opposto il difensore, l'avvocato Domenico Noris Bucchi.
La sentenza è arrivata dopo circa un'ora di camera di consiglio e alla lettura del dispositivo l'imputato è scoppiato in lacrime.
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