Rischi per la salute dai gessi di defecazione
FABBRICO«Agli agricoltori i fanghi vengono forniti gratuitamente. Anzi, in alcuni casi chi accetta di spandere sui propri campi i gessi di defecazione riceve 300 euro a ettaro». Questa la...
FABBRICO
«Agli agricoltori i fanghi vengono forniti gratuitamente. Anzi, in alcuni casi chi accetta di spandere sui propri campi i gessi di defecazione riceve 300 euro a ettaro». Questa la dichiarazione choc di un carabiniere durante la trasmissione “Indivina chi viene a cena”, andata in onda domenica sera. Tra interviste, inchieste e indagini su quanto riguarda il cibo, è emersa la vicenda dei fanghi utilizzati come fertilizzanti nelle produzioni agricole. E con lo stile giornalistico agguerrito di “Report”, gli inviati hanno indagato su verità, scandali e falsi miti legati all'alimentazione. In particolare, la conduttrice Sabrina Giannini ha parlato del caso di Fabbrico: i carabinieri della Forestale, nel settembre 2017, dopo le vivaci proteste degli abitanti che percepivano odori nauseabondi, trovatono in un capannone industriale 15mila tonnellate di gessi di defecazione e digestato. Nel servizio è stato intervistato il comandante della Forestale dell'Emilia Romagna, Giuseppe Giove, che ha confermato come quei gessi non fossero altro che «rifiuti a tutti gli effetti». Dalle analisi è emerso che erano composti da idrocarburi pesanti, fenoli e grandi quantità di metilfenoli (da qui i rischi per la salute e i fastidi alle vie respiratorie confermate anche dal medico di base Dante Pedroni di Fabbrico). Il materiale era stato fornito dalla Valli, ditta bresciana finita sotto inchiesta per illecito smaltimento di rifiuti. Alcuni agricoltori, durante l'intervista, hanno ammesso di utilizzare ancora quel tipo di fertilizzante «dato che l'indagine era in corso e non aveva ancora dimostrato nulla». —
M.P.
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