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Un giro di almeno 150 clienti per i fratelli dello spaccio

Andrea Vaccari
Un giro di almeno 150 clienti per i fratelli dello spaccio

La Municipale Bassa reggiana ha arrestato due marocchini di 25 e 45 anni Vendevano cocaina e hascisc utilizzando anche WhatsApp e Facebook

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Davano appuntamento ai clienti in aperta campagna. Soldi e droga passavano di mano in mano dal finestrino dell’auto, senza nemmeno scendere. Ma a lungo andare i loro movimenti sono finiti sotto gli occhi dei residenti, che hanno avvisato la polizia municipale, e in un paio di mesi il traffico di stupefacenti è stato debellato.

Sono così finiti in carcere due fratelli di nazionalità marocchina: E.A. di 25 anni e E.A. di 45, entrambi senza permesso di soggiorno e domiciliati a Villarotta di Luzzara. Il più giovane è stato arrestato in flagranza; il secondo è stato sottoposto a fermo in quanto “indiziato di delitto” e considerato a rischio di fuga.

Due, in particolare, le zone nelle quali agivano i due spacciatori: via Veniera, la lunga strada di campagna che da San Girolamo si collega a Brugneto e la zona delle Tullie, tra Reggiolo e Rolo, al confine con la provincia mantovana. L’operazione si è concretizzata grazie alla decisiva collaborazione dei cittadini, che da settimane avevano segnalato agli agenti i viavai sospetti che avvenivano in campagna. Negli ultimi giorni sono stati determinanti gli appostamenti messi in atto dagli agenti stessi, che hanno potuto beneficiare dell’ospitalità dei residenti, pronti a mettere a disposizione case, giardini e fienili per scattare fotografie da lontano.

I due fratelli avevano messo in piedi una fiorente attività che li ha portati ad avere circa 150 clienti, provenienti da un po’ tutta la Bassa reggiana e in parte anche da quella mantovana. Basti pensare che nella giornata di ieri, in sette ore, gli otto telefoni sequestrati ai fratelli hanno ricevuto addirittura 900 chiamate, a dimostrazione della grande richiesta di droga proveniente dal territorio ogni giorno.

I due, in particolare, smerciavano cocaina e hascisc. I contatti con la clientela avvenivano attraverso chiamate telefoniche ma anche via Whatsapp e Facebook. In media, riuscivano a compiere circa 60 cessioni al giorno, con punte di 100 nel weekend. L’operazione si è concretizzata nella giornata di lunedì. Gli agenti – che si sono avvalsi della collaborazione dell’unità cinofila della polizia municipale dell’Unione dei Comuni Appennino reggiano – hanno arrestato in flagranza il 25enne, che è stato trovato in possesso di vari telefoni e contanti per oltre 5mila euro. Per il fratello 45enne – al quale in passato era stato revocato il permesso di soggiorno per reati di spaccio – è scattato invece il fermo. Entrambi si trovano in carcere, in attesa della convalida. Gli agenti stanno ora cercando di ricostruire il quadro completo della clientela dei due fratelli: quasi tutti i consumatori sono della Bassa reggiana e mantovana; molti sono giovani. —



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