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chi era  

Viveva a Cadelbosco e adorava i cavalli

AM.P.

REGGIO EMILIA Aveva già avvisato il datore di lavoro: dal fine settimana, Silvio Sotgiu sarebbe stato assente per qualche giorno, perché sarebbe tornato al paese per la cresima di ben tre dei suoi...

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REGGIO EMILIA

Aveva già avvisato il datore di lavoro: dal fine settimana, Silvio Sotgiu sarebbe stato assente per qualche giorno, perché sarebbe tornato al paese per la cresima di ben tre dei suoi numerosi nipoti. Invece a Cossoine, in provincia di Sassari, dove vivono quasi tutti i parenti della vittima, la notizia della morte di Silvio è arrivata ieri come un fulmine a ciel sereno: la cerimonia è stata sospesa, i fratelli sono partiti per Reggio Emilia. Silvio Sotgiu, nato a Sassari il 7 maggio 1976, proveniva da una famiglia numerosa e già colpita in passato dal lutto: lascia tre fratelli e una sorella, mentre il sesto fratello era scomparso prematuramente, trent’anni fa, in un incidente stradale. Dopo essersi diplomato all’istituto tecnico “Musinu”, Silvio era emigrato una quindicina di anni fa in continente, per motivi di lavoro: la sua era una professionalità ricercata e tutti lo descrivono come un gran lavoratore. A Cossoine il 42enne tornava in media due o tre volte all’anno; non mancava mai per San Sebastiano, la festa del santo patrono, molto sentita, durante la quale si svolge una sorta di palio tradizionale a cavallo. I cavalli erano la passione di Silvio: provetto cavallerizzo e fan delle esibizioni acrobatiche che fanno parte della tradizione sarda, il tempo libero lo passava a cavalcare. Da anni risiedeva a Cadelbosco Sopra, in via Neruda in zona centrale dietro alla casa di riposo, insieme alla compagna Irene Cucciarrè. —

AM.P.

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