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«Ci sono troppe auto e il trasporto pubblico è sempre insufficiente»

REGGIO EMILIA«Apprezziamo la volontà del Comune di Reggio Emilia di mantenere il blocco dei diesel euro 4, nella logica di promuovere dispositivi di contenimento delle emissioni sempre più efficienti...

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REGGIO EMILIA

«Apprezziamo la volontà del Comune di Reggio Emilia di mantenere il blocco dei diesel euro 4, nella logica di promuovere dispositivi di contenimento delle emissioni sempre più efficienti e incisivi». Così commenta Massimo Becchi, presidente del circolo Legambiente di Reggilo Emilia, che però rimarca come già la prima proposta che vietava dall’1 ottobre il transito ai veicoli più datati di parte della città di Reggio, «apparisse insufficiente a risolvere il problema. Ora la deroga per i diesel euro 4 – sottolinea – pone ancora di più l’interrogativo se le misure previste possano avere una qualche efficacia per ridurre l’inquinamento e tutelare la salute delle persone».

A ciò si aggiunga la reale portata del “blocco”: la recente decisione della Regione di “graziare” i diesel euro 4, significa che gli unici veicoli che non potranno circolare tra le poche strade di Reggio saranno in sostanza auto a benzina con oltre 20 anni di anzianità e diesel con oltre 10 anni, «insomma, una fetta decisamente ristretta dei veicoli che transitano ogni giorno per le nostre strade – spiega ancora Becchi – Come se ciò non bastasse, è prevista poi tutta una serie di deroghe per chi accompagna i bambini a scuola, chi ha basso reddito, lavoratori in turno e tutta una serie di veicoli speciali (emergenza e soccorso), trasporto pubblico, trasporto disabili, prodotti deperibili, farmaci, stampa periodica, trasporto merci diretti a ospedali, scuole e cantieri, veicoli con almeno tre persone a bordo e così via».

Legambiente aggiunge che, nella nostra provincia, «solo a Reggio le misure vengono applicate. Da qui sorge spontanea la domanda sull’utilità delle stesse, visto che il problema dell’inquinamento dell’aria, in particolare delle PM10 è di area vasta, quindi riguarda l’intero bacino padano. La logica vorrebbe che tutti i Comuni interessati da questo particolare problema applicassero le stesse misure di intervento, senza aspettare, come accaduto negli ultimi anni, che l’andamento meteorologico risolva da solo il problema del ristagno degli inquinamnti al suolo».

«Il vero problema è che le auto sono troppe – conclude Becchi – e il nostro sistema di mobilità punta troppo sul mezzo privato, spesso anche per la scarsità di alternative. Si dovrebbe quindi investire massicciamente su un trasporto pubblico moderno ed efficiente, invece di continuare a emanare provvedimenti “tampone” che rischiano di avere effetti molto limitati sulla qualità dell’aria e più in generale sulla qualità della vita delle nostre città». —

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