Comunali 2019, la Lega studia una rivoluzione: «Meno pilomat e Ztl più aperta»
Forum nella redazione della Gazzetta di Reggio con gli esponenti del Carroccio: «L’attuale viabilità contribuisce a creare ghettizzazioni»
REGGIO EMILIA. La Lega pensa a una Reggio lontana anni luce da quella di oggi. A cominciare da una riduzione dei pilomat e da una ztl più permeabile, aperta nelle ore serali, con commercianti che hanno libero accesso in alcune fasce orarie, sul modello di Parma e Piacenza. Reggio è una città dove, per la Lega, la viabilità diventa il grimaldello per far scomparire anche i quartieri ghetto.
In via Turri, ad esempio, l’idea è di acquistare appartamenti esistenti da destinare a edilizia popolare in cui vadano a vivere i reggiani, sparpagliando i cittadini extracomunitari in soprannumero in altre aree cittadine. E poi via la rotonda da poco realizzata a Masone, così come va ripensato il tracciato della tangenziale nord.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.17341908:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/comunali-2019-la-sicurezza-made-in-lega-porteremo-piu-italiani-in-via-turri/102875/103366]]
Tanta carne al fuoco per un centrodestra che punta a conquistare Reggio e che parte da «un’idea di città più dinamica, che torni a vivere, sia più aperta e dove scompaiono i quartieri ghetto, riportando i reggiani nelle zone ora in mano agli extracomunitari».
È una Reggio Emilia completamente rivoluzionata quella tratteggiata dagli esponenti del Carroccio, in redazione per un forum di risposta a “Porta a porta, pilomat e piazze: l’idea di città di Pd, Lega e M5s”, l’editoriale del direttore Stefano Scansani apparso sulla Gazzetta di domenica. Un articolo sul quale il M5s è già intervenuto. Dopo la Lega, sarà la volta del Pd.
«Noi pensiamo a una Ztl più permeabile. Il modello è quello di Parma e Piacenza, dove la Ztl si apre alle 20.30 e alle 19.30». Per il plenipotenziario della Lega reggiana, Gianluca Vinci, anche «la lotta al degrado e all’immigrazione non passa solo attraverso l’impegno delle forze dell’ordine, ma rivoltando la viabilità come un calzino».
Il primo passo è la riapertura di via Ramazzini (a doppio senso di marcia e non in un solo senso come prevede il Comune) e di via IV Novembre, oggi praticabile solo in uscita, e consentire l’arrivo in centro da via Eritrea.
«Stazione e Porta San Pietro sono due aree vicinissime, ma la prima è sicura mentre piazzale Marconi è invaso da extracomunitari. Anche quest’ aspetto è legato alla viabilità. Per troppo tempo si è pensato a ztl, sensi unici, paletti e pilomat che impediscono il transito, creando quartieri ghetto e zone isolate».
È indispensabile, per la Lega, completare la tangenziale nord, ma il progetto attuale non convince perché crea nuovi ghetti. «La tangenziale tirerà dritto verso villa Cella, abbatte anche l’unico ponte attuale. Per non parlare poi della via Emilia verso Modena. Va tolta la rotonda di Masone, diventata un tappo. Dalle 17.30 in poi non si cammina più», chiosa Vinci.
Stop ai pilomat che rendono impossibile il transito da parte degli invalidi. «Per loro – sottolinea l’esponente del Carroccio – non è prevista alcuna soluzione se non chiamare i vigili per far abbassare i pilomat. Per i controlli bastano e avanzano le telecamere che ci sono».
Su piazza Vallisneri, il Comune ha tolto decine di posti auto perché – sostiene la Lega – «vuol convogliare i cittadini all’ex gasometro: un parcheggio che non consiglierei mai a una donna o una persona anziana di sera. Siamo contro le strisce bianche e blu in centro. È una soluzione che uccide le attività commerciali e non consente ai non residenti di utilizzarli».
Per eliminare il ghetto di via Turri l’idea «è quella di un riequilibrio tra i residenti, favorendo il ritorno dei reggiani con l'acquisto di appartamenti già realizzati da destinare all’edilizia popolare, ma per i reggiani. In quell’area risiedono 5mila persone e solo 1.600 sono reggiani. Per riportarvi i reggiani bisogna togliere mille cittadini extracomunitari e collocarli in altre zone.
E solo se hanno i criteri per entrare nelle graduatoria. A fermare l’immigrazione in Italia ci pensa Salvini, ma a bloccare l’arrivo indiscriminato a Reggio deve essere il sindaco. Reggio – spiega Vinci – spende oltre il 50% dei fondi destinati al sociale, circa 50 milioni, per un 20% di cittadini extracomunitari. Non ci sono criteri che a Reggio diano la precedenza a chi quel Welfare ha aiutato a crearlo. Basterebbero graduatorie con punteggi preferenziali in base al criterio di residenza.
Per asili e case popolari deve essere previsto un punteggio aggiuntivo per chi risiede a Reggio da più di 10 anni. Un principio che su nostra proposta è stato inserito anche nella Legge regionale per le case popolari. Perdere l’accesso ai servizi sociali può portare l’allontanamento degli immigrati dal nostro territorio. Se invece si regalano i servizi, si attirano immigrati».
«Tutti i cittadini si ricordano della Spaggiari e di Delrio, Vecchi invece non è pervenuto. L’immobilismo del sindaco e degli assessori ha anche portato all‘immobilismo degli uffici comunali. Un giudizio che emerge dalle imprese e dal commercio.
In questi 5 anni non ci sono state grandi opere e progetti importanti a cui Reggio era abituata in passato, ma si è fatto solo piccolo cabotaggio. Vecchi, che era capogruppo, ha le sue colpe anche sul park Vittoria. È stato uno stupro e un furto ai danni dei cittadini ed è diventata una piccola autorimessa privata e poco utilizzata».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
