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Fabbrico 

Fanghi, dalle ditte denunciate ricorso al Tar contro il Comune

M.P.

Dopo l’ordinanza firmata dal vicesindaco Fabrizio Degola per il superamento della soglia dei componenti chimici, ora  la parola passa al tribunale

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FABBRICO

«I primi a denunciare il problema riconducibile ai fanghi di defecazione sono stati i Comuni di Fabbrico e Rio Saliceto che, nel luglio 2017, hanno segnalato la presenza di mezzi pesanti nelle campagne dei territori comunali. I controlli sono partiti andando a verificare i mezzi e l’idoneità dei trasporti effettuati. Successivamente sono stati effettuati i controlli su materiali e sull’idoneità degli spandimenti; la sollecitazione pervenuta anche dai cittadini è stata fondamentale ed ha permesso di effettuare i controlli specifici».

Così precisa il sindaco Maurizio Terzi dopo la trasmissione “Indovina chi viene a cena”, mandata in onda domenica da Rai3. E Terzi aggiunge: «Si è subito instaurata una forte collaborazione tra le forze dell’ordine: carabinieri della Forestale, la polizia municipale dell’Unione Pianura reggiana, i carabinieri di Fabbrico e gli enti preposti al controllo dei materiali in corso di distribuzione. Successivamente sono partiti i provvedimenti giudiziari verso le aziende che avevano concesso gli spazi per lo stoccaggio e che trasportavano i materiali. Dopo la verifica dei contenuti dei fanghi di defecazione avvenuta tramite il coinvolgimento di laboratori specializzati, questi rilievi hanno evidenziato valori molto alti nelle zone a ridosso dei capannoni sequestrati nelle campagne tra la località Ca’ De Frati e Fabbrico. Successivamente – conclude Terzi – il Comune di Fabbrico, l’estate scorsa, è precisamente il 4 luglio, in collaborazione con i carabinieri della Forestale ha emesso un’ordinanza per il superamento preoccupante della soglia per la presenza di componenti chimici Csc (capacità scambio cationico)».

Le aziende denunciate si sono opposte al provvedimento, ricorrendo contro il Comune di Fabbrico e contro il vicesindaco Fabrizio Degola, firmatario dell’ordinanza, presentando un ricorso al Tar di Parma. Ora per affrontare il dibattimento il Comune di Fabbrico dovrà cercarsi uno studio legale.

Nei mesi estivi il Corpo carabinieri forestale ha provveduto ad effettuare una campionatura dei terreni interessati dagli spandimenti di fanghi di defecazione. L’ente territoriale che si occupa di effettuare i controlli sta verificando i contenuti chimici dei prelievi. Il procedimento penale da parte del Tribunale di Reggio Emilia, coordinato dal procuratore Maria Rita Pantani, risulta essere ancora in corso. Durante l’estate, infatti, si sono svolte alcune udienze molto dibattute.

Il Comune di Fabbrico ha lavorato e sta lavorando per mantenere monitorata la situazione e fa sapere che terrà aggiornati tutti i cittadini e la comunità su eventuali sviluppi del caso». —

M.P.

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