L’addio di Trisolini «Ho difeso e tutelato circa duemila soci traditi dalle coop»
Ha raggiunto il limite dei due mandati. Domani il congresso «Raggiunti accordi su Cmr, Orion, Coopsette e Unieco»
REGGIO EMILIA
Per Giovanni Trisolini è giunta l’ora del commiato da Federconsumatori, che ha retto per otto anni moltiplicandone la presenza, l’attività e l’incisività. Domani cederà il posto al suo successore al termine del congresso provinciale, che si riunirà in mattinata in via Crispi nel palazzo Scaruffi, di proprietà della Camera di Commercio. Essendo al limite dei due mandati quadriennali non poteva avanzare di nuovo la sua candidatura.
Quindi, avendo 56 anni, in attesa del pensionamento ritornerà al suo lavoro nel carcere della Pulce, come ispettore superiore del corpo di Polizia penitenziaria.
Trisolini, nativo di Nardò in provincia di Lecce, si trova a Reggio dal dicembre del 1981. Era venuto come militare in servizio nell’Ospedale psichiatrico giudiziario. Poi si è raffermato raggiungendo il grado di brigadiere.
Nel 1991 la Cgil l’ha assunto come funzionario della categoria Funzione pubblica. Ha continuato a lavorare per la Camera del Lavoro fino al 2010, quando è succeduto a Franco Pedroni come presidente provinciale di Federconsumatori.
Com’era l’associazione quando ne assunse la guida?
«Ereditai un’organizzazione di volontari che stava affrontando problemi gravissimi: la crisi economica iniziata nel 2008, le nuove povertà e soprattutto la crisi dell’edilizia, che stava portando al tracollo dei colossi cooperativi, la Cooperativa muratori di Reggiolo, Orion, Coopsette e Unieco».
Come avete affrontato le conseguenze di questa crisi?
«Tutelando circa duemila soci, che avevano conferito complessivamente settanta milioni di prestito sociale, costituito in gran parte dai risparmi dei lavoratori. Per quanto riguarda Cmr e Orion, grazie a Legacoop è stato restituito il 40% del prestito. Per le altre due aziende abbiamo raggiunto un accordo sul 25%, con la richiesta di arrivare al 40%. Purtroppo la quota sociale fa parte dei crediti chirografari che vengono per ultimi, dopo gli stipendi e le fatture dei fornitori. Abbiamo presentato una proposta di modifica legislativa con una manifestazione a Roma».
Quali altri casi importanti avete contribuito a risolvere?
«Ricordo la truffa di cui era accusato a Castelnovo Monti l’agente assicurativo Sergio Pedroni. Siamo riusciti ad ottenere la restituzione del cento per cento delle somme conferite da 160 assicurati più gli interessi legali, per un valore di circa dieci milioni».
E la recente vicenda dei diamanti?
«Sono coinvolte la Banca Popolare di Milano (ex-Banco San Geminiano e San Prospero) per circa 500 posizioni, il Monte dei Paschi di Siena per trenta casi e Unicredit per una settantina. Il valore complessivo è di circa cento milioni. Unicredit sta restituendo molto lentamente ai clienti la totalità del capitale investito. Mps aveva incominciato a farlo, ma s’è fermata. La questione più grave riguarda Bpm. Noi abbiamo fatto numerosi incontri cercando una mediazione, ma siamo pronti a procedere per vie legali».
Quali sono le vertenze più numerose di cui vi occupate?
«Quelle relative alla telefonia e ai servizi energetici, che continuano a impegnare gran parte della nostra attività. Con Iren arriviamo spesso a un accordo. Sono più difficili le controversie con le altre compagnie che si contendono il mercato libero dell’energia. La liberalizzazione ha messo in difficoltà molti utenti, soprattutto anziani. Perciò abbiamo organizzato diversi incontri informativi in collaborazione con il sindacato dei pensionati Spi e con l'Auser. Inoltre siamo stati un punto di riferimento per i soccorsi ai terremotati in Emilia e nel Centro Italia». —
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