Gazzetta di Reggio

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Morto dopo l’esplosione «Gli appalti di Iren sono fuori controllo»

Ambra Prati
Morto dopo l’esplosione «Gli appalti di Iren sono fuori controllo»

Rabbia dei sindacati durante il presidio davanti al centro raccolta di via Gonzaga «Inutili i corsi sulla sicurezza per i dipendenti se i lavori li fanno solo gli esterni»

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REGGIO EMILIA

«Lavoriamo nello stesso posto, ma abbiamo addosso casacche diverse», è stata la frase più applaudita pronunciata dal segretario Cgil Guido Mora. Un centinaio di lavoratori – tra amministrativi e operativi provenienti dalle diverse sedi provinciali del gruppo Iren – hanno partecipato ieri allo sciopero-lampo con presidio di quattro ore (dalle 7 alle 11) indetto da Cgil, Cisl e Uil subito dopo l’infortunio mortale accaduto martedì mattina nel centro raccolta rifiuti Iren di via dei Gonzaga. Nell’esplosione del silos ha perso la vita Silvio Sotgiu, 42enne operaio specializzato di origini sarde, residente a Cadelbosco Sopra, che si trovava su un cestello a 5-6 metri d’altezza per eseguire lavori di manutenzione del serbatoio, in teoria vuoto; dallo scoppio è uscito miracolosamente illeso un altro collega, Gianni Desole, che si trovava ai piedi della gru. Sotgiu era dipendente di una ditta in subappalto: la Sovertec Srl di Genova, facente parte del consorzio Mti di Milano, alla quale l’azienda manutentiva reggiana Pellicciari Srl ricorre nei periodi di picco di lavoro.

Un’altra morte bianca – citata da Susanna Camusso insieme ad un altro infortunio mortale a Bologna – che è stata un’occasione per riflettere sulle condizioni di sicurezza e su un tema quanto mai “caldo”, in attesa dell’incontro fissato per il 17 ottobre a Milano sui capitolati dei bandi di gara: la filiera degli appalti e subappalti.



«Il tema si tocca con mano: il sindacato organizza corsi su corsi per la sicurezza destinati al personale interno, ma i lavoratori interni sono ormai una minoranza rispetto alle forze effettive», hanno dichiarato Claudia Davoli (della Rsu Filctem-Cgil gas acqua) e Andrea Ferretti (delegato Rsu Fp-Cgil per l’ambiente). «Molti di noi si chiedono come sia potuto succedere l’infortunio, visto che Sotgiu era una persona esperta; ma purtroppo in questa catena sfilacciata e scomposta basta che un anello non faccia le cose a dovere e l’esito è mortale». «Il tema dei capitolati può fare la differenza, in un settore che eroga servizi pubblici essenziali: un bene comune pagato dai cittadini. Ricordo che il settore ambiente ha il 70% del lavoro in appalto, percentuale che cala nel gas-acqua – ha ribadito Maurizio Frigeri, segretario Fp-Cgil – Certo è un nodo nazionale, ma anche a livello locale le istituzioni devono farsene portavoce».



Un altro aspetto, evidenziato da Davoli, è la riduzione di personale. «Tra giugno e ottobre in Emilia-Romagna sono usciti in pre-pensionamento 110 lavoratori: è la seconda operazione di scivolo (concessa dalla Fornero, si chiama isopensione) attuata da Iren man mano che accorpa altre aziende. 110 lavoratori spariti dal ciclo idrico, che non verranno sostituiti».



Frigeri ha messo l’accento sugli organi ispettivi di vigilanza e di prevenzione: Inps, Inail e Ispettorato del Lavoro. «Negli ultimi anni, anche nel Reggiano, gli ispettori sono stati dimezzati: non si fanno concorsi dal 2010 e l’accorpamento degli enti nel nuovo Ispettorato del lavoro (Inl) ha messo insieme Reggio e Parma. Lo stesso si può dire sulla sanità: i medici del lavoro stanno sparendo». —



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