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LE INDAGINI  

Rissa in piazzale Marconi L’accusa è tentato omicidio

Ambra Prati
Rissa in piazzale Marconi L’accusa è tentato omicidio

La polizia arresta tre persone e ne denuncia altre tre, sempre grave l’accoltellato Lotta fra due nuclei familiari rumeni per la conquista di un posto letto abusivo

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REGGIO EMILIA

Due nuclei familiari, tutti romeni di etnia rom, si sono affrontati a suon di bastoni, un coltello e perfino una stampella davanti a decine di testimoni in piazzale Marconi.

Motivo: un posto letto abusivo. Sarebbe questa, secondo una prima ricostruzione della questura, la miccia che ha fatto accendere la scena da Far West di martedì sera: un diverbio tra due gruppi di senzatetto e questuanti legato al “mercato” del posto letto abusivo.

Una vicenda che ha per protagoniste persone conosciute in zona stazione (dove il questore preannuncia a breve altre retate) come clochard che vivono di elemosina.



Non è chiaro dove si trovasse il dormitorio notturno oggetto del contendere: se nelle cantine di via Turri, nelle adiacenze della stazione o alle ex Reggiane. Quel che è certo è che i sette responsabili della rissa sono stati tutti presi: tre gli arrestati (Emil Caldarar, 47 anni, il padre, Iova Caldarar, la 50enne madre e il figlio omonimo Emil Caldarar, 31enne, l’accoltellatore), bloccati sul posto; tre i denunciati a piede libero, in mancanza della flagranza (due donne di 61 e 51 anni e un uomo di 47 anni). Questi ultimi sono parenti del ferito, rimasto a terra e in un primo tempo gravissimo: Nicolae Bancu, 35 anni, è ricoverato in prognosi riservata, ma secondo i dottori se la caverà. La vittima ha ricevuto due fendenti alla schiena, inferti con un coltellino a serramanico trovato sul posto, che secondo i medici avrebbe potuto provocarne la morte perché la lama ha sfiorato i polmoni. Per questo motivo i sette rom (compreso il ferito, quando si riprenderà) dovranno rispondere di rissa pluriaggravata (dall’uso di armi e dalle lesioni provocate a più persone), mentre il solo Emil Caldarar junior, il 31enne, è accusato di tentato omicidio.



La violenza è scoppiata alle 19.30, un orario di punta per la stazione, frequentata dai pendolari che tornano a casa a fine giornata. Molti reggiani allibiti hanno assistito, in piazzale Marconi, al diverbio prima e alla lotta poi di due fazioni; alcuni passanti si sono precipitati nell’ufficio della polizia ferroviaria, situato di fianco all’ingresso, per chiedere aiuto. In quel momento nell’ufficio c’era un solo agente, che ha udito le urla provenire dall’esterno: l’agente si è affacciato, ha visto il diverbio e ha chiesto rinforzi, ma quando ha tentato di dividere gli antagonisti questi ultimi erano già passati alle mani e se le stavano dando di santa ragione usando bastoni e, una donna che zoppicava, perfino la stampella come arma contundente. Quando sul posto sono sopraggiunte due pattuglie delle Volanti, una della Squadra Mobile e una polfer, una fazione si era già dileguata: sono stati bloccati i tre Caldarar, arrestati, più il ferito sanguinante sull’asfalto. Prima di perdere conoscenza, la vittima ha indicato il suo aggressore. Gli altri tre (i denunciati imparentati con Bancu) sono stati rintracciati poco dopo, al pronto soccorso del Santa Maria, dove si erano recati in autonomia per farsi medicare gli effetti delle bastonate. —



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