«Doveva essere festa, sarà un funerale»
Il fratello del 42enne Silvio Sotgiu, morto a Sesso: «Siamo distrutti dal dolore, grazie a chi sta cercando di aiutarci»
REGGIO EMILIA
«Lo aspettavamo a casa questo fine settimana per una festa, non per un funerale. Siamo distrutti». Luigi Sotgiu, uno dei fratelli di Silvio, 42 anni, l’operaio morto nell’esplosione del silos al centro raccolta rifiuti Iren di via dei Gonzaga martedì scorso, ha la voce rotta dal pianto. Il familiare risponde da Cossoine, il paese in provincia di Sassari dove Silvio, amante dei cavalli, era cerimoniere della sagra locale e dove avrà luogo il funerale. Domenica prossima Silvio avrebbe dovuto presenziare alla cresima del figlio di Luigi e di altri due nipoti.
Alla notizia che la Cgil sta organizzando una raccolta fondi destinata alla compagna e ai familiari della vittima, come segno di stima e di rispetto nonostante Silvio non fosse un dipendente Iren (faceva capo alla Vopertec, in subappalto dall’azienda manutentiva reggiana Pellicciari), il fratello si commuove. «Sono contento: questa è una dimostrazione che Silvio sapeva farsi voler bene; era una persona allegra e amata da tutti. Era fiero del suo lavoro ed esperto, anche noi non ci spieghiamo l’accaduto: era emigrato 18 anni fa nel Reggiano perché qui in Sardegna ci sono poche possibilità. Lo vedevamo poco, ora non lo vedremo più».
Subito dopo la tragedia, i familiari erano pronti a partire per Reggio. «Le autorità ci hanno fermato, avvisandoci che occorrerà tempo per riportare la salma in paese. Non sappiamo nemmeno quando si svolgerà l’autopsia: abbiamo dovuto rivolgerci a un avvocato per le pratiche burocratiche».
La disgrazia ha avuto ripercussioni pesanti sulla famiglia. «Proprio stamattina (ieri, ndr) sono andato da mio padre, che sta male: dopo aver saputo, le sue condizioni di salute già precarie si sono aggravate».
Luigi non ha avuto contatti con i colleghi di lavoro del fratello. «Abbiamo sentito Irene (la convivente, negoziante di Cadelbosco Sopra, ndr): abbiamo pianto insieme. Abbiamo il cuore infranto».
Sul fronte dell’inchiesta, che si preannuncia complessa, sono state raccolte le deposizioni dei due colleghi miracolati: al momento dello scoppio si trovavano rispettivamente ai piedi della gru e a dall’altra parte del silos. Sul tavolo del pm Giulia Stignani non è ancora arrivata la relazione informativa dei vigili del fuoco, incaricati di raccogliere gli elementi e fornire una prima interpretazione sulle cause dell’infortunio mortale.
Il sostituto procuratore ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento contro ignoti: saranno fondamentali l’autopsia e i campionamenti effettuati dalla polizia scientifica e dall’Arpae sul silos esploso (che avrebbe dovuto essere vuoto) e sugli altri serbatoi adiacenti. —
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