Fanghi, il Comune non nomina un legale per il processo al Tar
Il sindaco Terzi: «L’ordinanza contestata fu emessa in base ai rapporti di carabinieri e Avvocatura di Stato»
FABBRICO
Dopo le informazioni fornite dal sindaco Maurizio Terzi sulla vicenda dei gessi di defecazione, a pochi giorni dalla trasmissione “Indovina chi viene a cena”, registrata a Fabbrico nel giugno scorso ma mandata in onda, in prima serata, domenica scorsa, ieri in paese, giorno di mercato, non si parlava d’altro.
La discussione si è poi spostata sui social network, tra il sindaco e alcuni cittadini, anche con toni piuttosto accesi.
Il primo cittadino è stato criticato da una persona, Betta Sala, che già nel 2014 aveva sollevato il problema degli odori nauseabondi.
Da qui il sospetto che gli spandimenti fossero iniziati molto tempo prima del 2017 quando, a settembre, scoppiò il caso delle 15mila tonnellate di gessi stoccate in un capannone a Ca’ dei Frati.
In questo caso, il sindaco Maurizio Terzi ha spiegato che «all’epoca, dopo le proteste dei cittadini, l’Arpae fece un sopralluogo nei luoghi dove si stavano verificando degli spandimenti, ma i tecnici appurarono solo che gli agricoltori stavano spargendo “fanghi di depurazione”, ma non ritennero necessario prelevare campioni per effettuare analisi sui terreni».
Poi, a giudizio del sindaco Terzi, «quel capitolo si chiuse». E aggiunge: «I fanghi sono stati un episodio, ma oggi parliamo di gessi di defecazione, che sono un’altra cosa».
Il sindaco Terzi è stato anche criticato per il fatto che «non ha mai fatto incontri con i cittadini per aggiornarli sulle indagini e su come la giunta si stava muovendo per tutelare la salute pubblica». C’è chi ha obiettato che «certe notizie non si possono leggere dai giornali».
Il sindaco Terzi ha replicato che «sul giornalino del Comune “Fabbrico Informa” sono stati scritti numerosi articoli inerenti la vicenda dei gessi».
Molti cittadini non sapevano neppure dell’ordinanza 21 per la quale la ditta Valli di Lonato (Brescia), oggi sotto indagine, produttrice del discusso fertilizzante, ha presentato ricorso al Tar di Parma. Il Comune di Fabbrico aveva facoltà di nominare un proprio legale fino al 25 settembre, ma l’amministrazione comunale ha deciso di non procedere. Non tanto per le spese da sostenere di fronte al Tar, quanto per le motivazioni del ricorso fatto dall’azienda: in un passo, infatti la ricorrente sostiene che «un’ordinanza di quel tipo non doveva essere firmata dal vicesindaco», dato che, quando è stata emessa, il primo cittadino era in ferie.
«I carabinieri della Forestale e l’Avvocatura di Stato nei loro documenti relativi alle indagini sui terreni, sugli spandimenti e sull’azienda bresciana che ha prodotto i gessi, ci hanno indotto ad emettere l’ordinanza – spiegato il sindaco Terzi –. Ma saranno i loro legali, davanti ai giudici del Tar di Parma, ad affrontare il ricorso presentato dalla ditta Valli». —
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