Gazzetta di Reggio

Reggio

FERMATO UN TUNISINO DI 23 ANNI 

Finge di volerlo aiutare e lo porta alle ex Reggiane dove lo picchia e rapina

AM.P.
Finge di volerlo aiutare e lo porta alle ex Reggiane dove lo picchia e rapina

REGGIO EMILIANel tentativo di recuperare il cellulare appena rubato alla fidanzata, un giovane reggiano di 17 anni ha seguito uno sconosciuto che si è offerto di aiutarlo alle ex Reggiane di notte:...

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REGGIO EMILIA

Nel tentativo di recuperare il cellulare appena rubato alla fidanzata, un giovane reggiano di 17 anni ha seguito uno sconosciuto che si è offerto di aiutarlo alle ex Reggiane di notte: lo studente è stato aggredito brutalmente (con pugni, calci e ginocchiate in faccia) dal finto buon samaritano e rapinato a sua volta.

Ora, a distanza di un mese dall’accaduto, la squadra mobile ha scoperto i responsabili dell’accaduto: due episodi distinti, con due responsabili diversi, ma originati dalla medesima circostanza. Per il furto del cellulare della ragazza è stato denunciato un tunisino di 20 anni, con precedenti specifici, mentre per il violento agguato è stato sottoposto a fermo come indiziato di delitto, per il reato di rapina aggravata, Makrem Rahali, 23 anni, tunisino, clandestino, senza fissa dimora e con alle spalle precedenti per reati contro il patrimonio e spaccio.

Rahali è un nominativo noto agli inquirenti, visto che era finito nell’inchiesta “Branco”, quel gruppo di giovanissimi, italiani e magrebini, che per mesi ha terrorizzato gli studenti compiendo rapine alle fermate dei bus, vicino ai plessi scolastici e appunto al parco del Popolo. Nel 2016, sempre al parco del Popolo, l’arrestato accoltellò un uomo.

LA VICENDA

La sera del 19 settembre scorso, verso le 22, un 17enne reggiano e la sua fidanzata coetanea si trovavano al parco del Popolo, in compagnia di altri amici, quando ad un certo punto la ragazza si è accorta di non avere più il telefonino. Il gruppo di giovanissimi si è interrogato sull’accaduto e i sospetti sono ricaduti su alcuni magrebini che stazionavano nei pressi della loro panchina. Sentendo i giovanissimi discutere, un tunisino si è avvicinato al 17enne, affermando di conoscere il ladro: «So chi ha preso il cellulare della tua fidanzata, è un mio connazionale che dorme alle ex Reggiane, se vuoi ti accompagno a riprenderlo». L’ingenuo studente prima ha accompagnato a casa la fidanzata, poi è tornato al parco del Popolo, dove aveva appuntamento con lo sconosciuto, e insieme hanno fatto il tragitto a piedi dal teatro Valli alle ex Reggiane. Una volta arrivati tra i capannoni malfamati, però, lo straniero ha rivelato le sue vere intenzioni: ha cominciato a colpire lo studente con pugni, calci e ginocchiate al volto, finché la vittima non è caduta per terra, e lo ha costretto a consegnare la felpa, l’orologio e il cellulare, quest’ultimo del valore di 300 euro.

Solo una volta tornato a casa, sanguinante e dolorante, il 17enne ha allertato il 113, raccontando l’accaduto. In seguito la vittima è stata medicata al pronto soccorso, ha riportato lesioni giudicate guaribili in dieci giorni.

LE INDAGINI

Le indagini della Mobile sono partite dalle telecamere, numerose in piazza Martiri del 7 Luglio e dintorni. Dall’analisi dei fotogrammi non è stato difficile risalire al ladro che aveva sfilato il telefono della ragazza. Il rapinatore, però, era un altro: un individuo anch’egli immortalato dalla videosorveglianza mentre si incamminava con la vittima. Secondo gli investigatori non sapeva nulla del furto: aveva solo approfittato della circostanza e colto la palla al balzo per mettere a segno un colpo “facile”. Rahali è stato riconosciuto, tra centinaia di foto segnaletiche, sia dal ragazzo pestato sia dalla fidanzata.

Il pm Iacopo Berardi ha chiesto e ottenuto la misura cautelare, visto il pericolo di fuga. Il rapinatore è stato rintracciato dalla polizia all’alba di ieri alle ex Reggiane e portato in carcere. —

AM.P.

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