Gli ingegneri in aula «per capire le insidie»
REGGIO EMILIAIl maxiprocesso Aemilia ormai agli sgoccioli riempie l’aula-bunker.Nutrita la presenza, da Modena, degli universitari (una trentina, per lo più di Giurisprudenza) del presidio dell’associ...
REGGIO EMILIA
Il maxiprocesso Aemilia ormai agli sgoccioli riempie l’aula-bunker.
Nutrita la presenza, da Modena, degli universitari (una trentina, per lo più di Giurisprudenza) del presidio dell’associazione antimafia Libera, ma altrettanto numeroso il gruppo modenese facente capo all’Ordine degli ingegneri e a quello degli architetti: in una pausa dell’udienza sono arrivate le puntuali spiegazioni dell’avvocato Enza Rando che tutela Libera come parte civile. «È importante seguire il processo – spiega Gabriele Giacobazzi, presidente degli ingegneri – per capire quali siano le insidie della zona grigia e come i professionisti possono entrare pericolosamente in contatto con persone legate alla criminalità organizzata». In aula con fascia tricolore anche Paolo Colli, sindaco di Montecchio.
Nella prossima udienza saranno presenti studenti reggiani (due classi quinte del “Canossa”) e di Sassuolo. —
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