Gazzetta di Reggio

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VEZZANO 

Non era una bomba molotov ma Ferretti resta ai domiciliari

Ambra Prati

Era stato sorpreso davanti alle Poste con parrucca e “kit” da rapinatore Esclusa la detenzione di un’arma da guerra, ma non l’altro reato a suo carico

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VEZZANO

L’ordigno di fabbricazione artigianale non era una molotov, secondo gli esperti del Ris di Parma, perciò il reato di detenzione di arma da guerra decade, come ha rilevato la stessa accusa. Tuttavia per Mirko Ferretti, 45enne già sottoposto a sorveglianza speciale e noto per i suoi turbolenti precedenti penali, dopo un interrogatorio di garanzia durante il quale ha fornito la sua versione dei fatti, l’arresto è stato convalidato e sono stati disposti i domiciliari, stavolta per il reato di violazione delle norme di prevenzione con obbligo di soggiorno nella città di Reggio.



L’episodio in oggetto risale al 27 agosto scorso, quando i carabinieri hanno bloccato il 45enne alla Vecchia di Vezzano mentre era fermo, sulla Panda di proprietà della madre, davanti all’ufficio postale, prima dell’orario di apertura. Secondo gli investigatori, Ferretti, trovato con un “kit” da bandito, stava per compiere una rapina: era in possesso di una bottiglia tipo molotov (con un innesco e liquido infiammabile), una pistola scacciacani (ma priva del tappo rosso) e di una parrucca. L’uomo era in stato confusionale, forse ripiombato in quella dipendenza dalla droga che ha contrassegnato in negativo la sua esistenza. Non solo: l’uomo, andando a Vezzano, aveva violato la sorveglianza speciale che gli impediva di uscire dal Comune di Reggio Emilia, dove risiede.



L’imputato era finito in carcere a causa della presunta molotov ma, a seguito di approfondimenti effettuati dalla Procura, il quadro dell’imputazione si è rovesciato. Gli esperti del Ris di Parma, dopo aver eseguito accurate analisi su quell’oggetto, hanno risposto al quesito del sostituto procuratore accertando che quel marchingegno artigianale non era una motolov, pur avendone l’aspetto.

Nei giorni scorsi il pm Giulia Stignani ha preso atto dell’esito del Ris e ha chiesto la revoca della custodia cautelare per la finta molotov. Però nel frattempo, svolgendo indagini suppletive, il pm ha scoperto che Ferretti era uscito dal Comune di Reggio, violando le prescrizioni, e gli ha contestato l’altro reato, la violazione della misura di prevenzione che gli imponeva di restare in città, chiedendo il carcere per questo secondo capo d’imputazione. Richiesta accolta dal gip Giovanni Ghini, che ha applicato i domiciliari.

Ieri Ferretti, durante l’interrogatorio di garanzia, ha risposto alle domande spiegando di avere un contratto di lavoro che gli viene rinnovato mese per mese. Secondo la sua versione, quel giorno stava andando a Castelnovo Monti per questo impegno lavorativo. Il difensore Domenico Noris Bucchi non ha chiesto modifiche della misura, perciò Ferretti rimane ai domiciliari. —



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