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Puzza infestante, il sindaco segnala il caso alla Procura

Puzza infestante, il sindaco segnala il caso alla Procura

Gazza: «Abbiamo ricostruito i fatti e indicato i nomi delle società coinvolte» Il timore è che siano stati utilizzati fertilizzanti di un’azienda finita sotto inchiesta

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Non soltanto analisi, il Comune di Boretto ha segnalato il caso degli odori insopportabili alla procura della Repubblica, che provvederà a verificare l’eventuale superamento della soglia degli inquinanti. Questa la novità delle ultime ore a seguito della forte puzza che, in questi giorni, è avvertita a Boretto e che sta allarmando i cittadini.

A comunicare la segnalazione è stato il sindaco Massimo Gazza, che continua ad aggiornare sugli sviluppi i borettesi tramite il suo profilo Facebook. Un’azione che dimostra tutta l’intenzione dell’amministrazione comunale di andare in fondo a questa vicenda.

«A seguito dei forti e fastidiosi odori che stanno infestando il nostro paese – informa il primo cittadino – credo sia corretto comunicare che l’amministrazione ha inviato segnalazione alla Procura della Repubblica, con ricostruzione dei fatti e con indicazione delle società coinvolte, e ha formalmente richiesto ad Arpae ed Azienda sanitaria analisi di diversi campioni di terreno su cui è stato sparso il prodotto. Abbiamo inteso mettere in campo tutte le misure in nostro possesso per tutelare la salute dei cittadini. Continuerò a tenervi informato sulle evoluzioni».

Il caso sta facendo molto discutere in paese in quanto i forti odori sono stati riscontrati in questi giorni sia in centro che in campagna, in particolare nella zona verso Poviglio.

Alla luce del fetore e delle lamentele dei cittadini l’amministrazione ha preso informazioni e appurato che le ragioni sono da rintracciare in uno spandimento di fertilizzanti zootecnici – commercializzati da un’azienda lombarda e presenti nelle tabelle nazionali dei fertilizzanti – su di un fondo privato.

In più, il Comune ha provveduto a chiedere ad Arpae e Ausl una verifica delle sostanze e un accertamento sul loro corretto utilizzo. Il tema di questi odori nauseabondi è stato anche al centro di una puntata di “Indovina chi viene a cena”, programma di Rai Tre che ha trattato il caso di Fabbrico, dove la puzza era stata generata da migliaia di tonnellate di gessi di defecazione e digestato.

Non vi è certezza che le ragioni degli odori di Boretto siano gli stessi, ma l’ipotesi non è da scartare: a essere stato sparso potrebbe essere il prodotto di un’azienda lombarda – finita sotto inchiesta per illecito smaltimento di rifiuti nella vicenda di Fabbrico – che sulla carta viene regolarmente riconosciuto come fertilizzante e dunque autorizzato, ma che proprio per questo motivo non viene “tracciato”, cioè non è possibile stabilire da dove provengano gli scarti con i quali è stato realizzato. Qualora le analisi dimostrassero un alto grado di inquinamento potrebbero esservi conseguenze penali sia per chi lo ha prodotto che per il privato che lo ha sparso. —

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