Gazzetta di Reggio

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CASTELNOVO MONTI 

Ritorna la festa dei popoli dedicata al dialogo tra culture

Questa sera un incontro su  migrazione e integrazione, domenica una lunga serie  di appuntamenti all’oratorio Don Bosco dalle 14.30 a sera

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CASTELNOVO MONTI

Torna con due eventi, oggi e domenica 14, la festa dei popoli, giunta alla 2ª edizione. Oggi è in programma un incontro serale di approfondimento sui temi delle migrazioni e dell'integrazione, mentre domenica sarà una grande giornata di festa all’oratorio Don Bosco, dalle 14.30 fino a sera, con le comunità di origine straniera residenti sul territorio. Un momento di incontro, dialogo, integrazione, per conoscersi, stare insieme e confrontarsi su temi profondi e complessi che permeano profondamente il nostro tempo.

La festa dei popoli è organizzata in collaborazione con Comune, Gaom, Caritas, Unitalsi, associazioni Vogliamo la Luna, Al Bayt, Una Bottega Diversa, Scuola di formazione teologica Appennino Reggiano, Appennino 2.0 - Conoscersi per Costruire, Croce Verde, banda musicale di Felina e oratorio. La festa è stata illustrata alla presenza del vicesindaco Emanuele Ferrari e del presidente del Gaom Alberto Campari.

«Mai come in questo momento – afferma Ferrari – crediamo sia necessario costruire ponti, creare un dialogo tra culture, intrecciare le nostre storie con quelle degli altri, dai nostri vicini a quelli che arrivano dall'altra parte del mare. Ce lo chiede semplicemente, ma in modo ineluttabile, il nostro stesso essere umani. In occasione di questa iniziativa saluteremo anche Buba Darbae (il 27enne morto il 26 settembre scorso nei pressi di Casina mentre stava lavorando come taglialegna nei boschi, ndr). Crediamo avrebbe partecipato con piacere. La sua esperienza dovrebbe portarci a riflettere su presenze e storie di cui a volte ci accorgiamo solo quando vengono meno. Sul tema dell’integrazione, oggi molto dibattuto spesso con toni forti e urlati, non credo si possa parlare solo in termini di numeri: va superata una certa idea di accoglienza, vista come esperienza, o spesso come “emergenza” esclusivamente amministrativa. Noi abbiamo a Castelnovo e in Appennino una comunità che, anche per la sua storia, fatta a lungo di emigrazione, è ospitale».

Aggiunge Alberto Campari: «Dopo la bellissima festa dello scorso anno, abbiamo pensato di riproporre la festa dei popoli, cercando di fare un ulteriore passo avanti. Lo scorso anno abbiamo cercato di costruire un evento che potesse farci incontrare, vincere le diffidenze e le paure, per conoscerci e provare a camminare insieme nella nostra comunità. Il cibo e la musica erano stati i due elementi che avevano unito e trascinato i partecipanti. Scoprendo il bisogno comune di relazione, perché nell'incontro con l'altro ogni uomo si realizza. Quest'anno vogliamo rafforzare la conoscenza ed aprire ancor più lo sguardo, convinti che l'unica "medicina" capace di superare le diversità culturali, religiose, storiche e di qualsiasi altra natura, è imparare ad amarsi, per ciò che siamo». —

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