Cantine occupate, via alla linea dura Sassi: «Servono iniziative repressive»
Il vicesindaco sul racket degli alloggi e sulla situazione delle ex Reggiane: «Separeremo le brave persone dai delinquenti»
reggio emilia
Una rissa fra stranieri e un accoltellamento, l’emersione di un preoccupante racket di alloggi abusivi, una rapina, il pestaggio di un minorenne. Negli ultimi giorni la zona stazione, e nello specifico il quadrilatero che va dalle ex Officine Reggiane a via Turri, è tornata nuovamente al centro del dibattito politico e cittadino. Tanto che anche il Comune, per bocca del vicesindaco Matteo Sassi, è voluto intervenire sulla questione. Da un lato per tranquillizzare i residenti, dall’altro per rispondere ai propri avversari alle prossime elezioni.
Vicesindaco, la situazione in zona stazione sembra evidenziare nuovamente un problema di sicurezza.
«L’accoltellamento e la vicenda delle ex Officine sono eventi gravi, odiosi, che finiscono per accrescere l’intolleranza nei confronti degli stranieri e delle persone che vivono in condizioni di povertà e marginalità. Noi abbiamo due obiettivi: quello di aumentare la sicurezza reale ma anche quella percepita da parte dei cittadini. Tutti i dati dicono che la prima è migliorata in modo significativo ma la stessa cosa non si può dire per il sentimento di insicurezza dei cittadini, che è invece peggiorato».
Un obiettivo ambizioso, come pensate di realizzarlo?
«Dobbiamo arginare il clima di intolleranza e di paura che rischia di diffondersi, la via maestra è separare le brave persone da chi delinque, a prescindere da ogni altra specificazione».
Quindi quali azioni concrete metterete in atto?
«Servono iniziative a carattere repressivo in chiave preventiva rispetto a questi fenomeni. Se parliamo di zona stazione e di occupazione di cantine e garage in diversi stabili di quel quartiere, promuoveremo un’azione coordinata tra tutte le forze dell’ordine per identificare le presenze in questi luoghi. Anche in assenza di denunce puntuali, che non sono state effettuate».
Perché i proprietari di cantine o luoghi occupati non denunciano?
«Per tre ragioni: timore, incuria nei confronti dei propri beni e l’esistenza di un’economia sommersa. Ciascuno per il proprio mandato risponderà alle situazioni sociali di maggiore fragilità, ma al contempo bisognerà chiedere conto ai proprietari di quei beni rispetto allo stato di incuria in cui questi versano».
Parlando delle Reggiane invece, a che punto è lo sgombero dei capannoni?
«È già cominciato il dialogo con le persone in regola che vi abitano, per portarle fuori offrendo soluzioni abitative alternative. Sulle persone non regolari distingueremo fra chi delinque o ha precedenti e chi semplicemente vive in una condizione di marginalità».
Il consigliere e deputato della Lega, Gianluca Vinci, ha proposto di “importare” gli italiani in stazione tramite nuove case popolari.
«Vinci arriva tardi, nel senso che da 40 giorni è pubblicato un bando sul sito del Comune per favorire l’ingresso in zona di nuovi cittadini che abbiano competenze nell’ambito sociale. Offriamo loro appartamenti ristrutturati a un canone sociale fra i 100 e i 200 al mese, e in cambio chiediamo di impegnarsi a migliorare il quartiere. Ma non dobbiamo cadere in facili banalizzazioni per cui i cittadini italiano sono tutti bravi e quelli stranieri tutti cattivi, è una distorsione della realtà». —
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