Gessi, ordinanza chiesta dai carabinieri
Il Comune “costretto” a imporre la bonifica del suolo in base agli esiti allarmanti delle analisi e delle indagini della Forestale
FABBRICO
Sulla vicenda dei gessi di defecazione potenzialmente inquinanti nelle campagne di Fabbrico emergono ulteriori dettagli. L’ordinanza numero 21 emessa dal Comune di Fabbrico il 4 luglio scorso, a firma del vicesindaco Fabrizio Degola Andrade Cunha, è stata la diretta conseguenza delle analisi sui terreni di un’azienda agricola in cui è stata rilevata la presenza di sostanze altamente inquinanti.
L’atto dovuto
Un atto dovuto che l’amministrazione comunale è stata “costretta” ad emettere – versione sostenuta dal sindaco – per continuare il percorso di indagine effettuato dai carabinieri forestali di Reggio Emilia. In sostanza, l’ordinanza, poi impugnata dalla controparte davanti al Tar, impone la bonifica dei terreni.
Al Comune di Fabbrico, dunque, è stata richiesta dai carabinieri l’emissione urgente di ordinanza per l’attivazione delle procedure rispetto a una possibile situazione di emergenza. La legge attribuisce un ruolo primario alle misure di prevenzione, di ripristino o di bonifica, da adottarsi da parte del responsabile entro 24 ore dall’evento o dalla relativa scoperta. A questo tipo di misure è obbligato non solo il responsabile della contaminazione, ma anche il proprietario o gestore dell’area. Dalle analisi di laboratorio effettuate il 23 marzo scorso, sia sul materiale stoccato nel capannone di via Ca’ dei Frati, di proprietà dell’azienda Valli di Lonato (Brescia) che sul terreno situato in via Righetta, di proprietà dell’azienda agricola San Bernardino con sede a Brescia, è emersa la «presenza di composti inorganici idrocarburi C-10 e C-40 con superamento preoccupante della soglia di Csc» (concentrazioni soglia di contaminazione). Campionamenti definiti «allarmanti» che hanno fatto scattare le procedure di bonifica dei siti contaminati.
Gli stessi inquinanti sparsi nei terreni poi, sono stati rinvenuti in concentrazioni elevate anche nei gessi di defecazione di proprietà dell’azienda Valli di Lonato (Brescia) stoccati all’interno del capannone di via Ca’ dei Frati. Inoltre la Valli è affittuaria della società San Bernardino di Brescia. Da qui l’ordinanza che ordina all’amministratore unico dell’azienda Valli, Piergiorgio Penaccini, e all’amministratore unico della San Bernardino Flaminio Peroni «di provvedere all’attivazione delle procedure di messa in sicurezza e di bonifica dei suoli contaminati previste dalla normativa vigente e in particolare di dare comunicazione del superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione all’Arpae Sac Emilia Romagna e ad adottare contestualmente le misure di prevenzione. In caso di non ottemperanza, decorsi 30 giorni dalla data dell’ordinanza, si procederà alla denuncia all’autorità giudiziaria».
Il ricorso al tar
La Valli e la San Bernardino hanno impugnato l’ordinanza e presentato ricorso al Tar di Parma. La Valli spa è una società del gruppo Hpa che opera in campo ambientale, e si occupa principalmente di siti contaminati, indagini geognostiche e del recupero e smaltimento rifiuti speciali. La società Valli spa si occupa della bonifica di siti contaminati, della messa in riserva e riutilizzo di rifiuti non pericolosi, della selezione e cernita di rifiuti speciali, della gestione di impianti di trattamento fanghi biologici, della riqualificazione di siti industriali dismessi etc. L’attività viene svolta anche grazie ai 2 impianti di trattamento rifiuti speciali non pericolosi siti a Lonato. E opera come unico intermediario per l’impianto Geoter. —
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