Gazzetta di Reggio

Reggio

correggio 

«Nessun privilegio per i Sinti La petizione? Discriminante»

Luca Giuseppe Murrone
«Nessun privilegio per i Sinti La petizione? Discriminante»

La dura replica del sindaco Malavasi sulla polemica relativa al campo nomadi «Sono 54 cittadini italiani che pagano le tasse e devono sottostare alle regole»

2 MINUTI DI LETTURA









Una petizione che ha suscitato diverse reazioni e polemiche, quella promossa da Davide Menozzi e dall’ex consigliere comunale Andrea Nanetti, relativa alla situazione dell’area nomadi di via Sinistra Tresinaro e indirizzata, tra gli altri, anche al ministro Matteo Salvini. La mozione popolare, nel giro di pochi giorni, ha raccolto 422 firme. A cercare di chiudere la polemica, una volta per tutte è stata il sindaco Ilenia Malavasi: «A molte delle domande contenute nella mozione avevamo già dato risposta pubblica lo scorso 29 agosto».

Sempre il sindaco ha evidenziato una visione già espressa nei giorni scorsi da Vladimiro Torre, portavoce dei sinti. Proprio alla Gazzetta Torre aveva dichiarato che si trattava di «una polemica pre- elezioni sulla nostra pelle».

Dello stesso avviso è il sindaco Malavasi: «Evidentemente, gli estensori della mozione non hanno letto i quotidiani locali oppure i loro reali obiettivi sono altri, rispetto a quelli dichiarati, e hanno a che fare con la discriminazione etnica di queste persone».

I dati elencati dal sindaco. «In via Sinistra Tresinaro – che è l’unica area pubblica che ospita un campo nomadi sul territorio correggese – risiedono attualmente 54 persone, suddivise in 19 nuclei famigliari – ha spiegato Malavasi – Sono tutti cittadini italiani di etnia sinti, tutti nati in Italia, e regolarmente registrati dai servizi demografici. Nessuna di queste persone gode di “trattamenti di favore”, ma, come tutti, possono partecipare ai bandi di sostegno emessi a favore dei cittadini più in difficoltà in base ai requisiti richiesti (Isee)».

Il campo nomadi di via Sinistra Tresinaro è stato realizzato dall’amministrazione comunale negli anni Novanta, in base alle normative edilizie e urbanistiche in vigore. Oggi, ogni nucleo famigliare possiede utenze individuali, che vengono pagate direttamente dagli intestatari.

«Non c’è alcun altro contributo a carico della comunità correggese erogato a favore dei residenti del campo». Questi ultimi «non sono esentati dagli obblighi e dal rispetto delle regole, compresi quelli relativi alla raccolta differenziata». Il sindaco ricorda la recente installazione di una telecamere anti furbetti nell’area antistante il campo teatro di frequenti abbandoni di rifiuti.

Per quanto riguarda le spese sostenute dal Comune per la manutenzione dell’area: «In undici anni assommano a 12.411 euro, più un intervento di manutenzione straordinaria agli impianti igienici di circa 80mila euro, 63mila dei quali in carico alla Regione. L’area nomadi infatti è di proprietà del Comune e la manutenzione compete appunto alla proprietà».

Malavasi chiude ogni ulteriore polemica specificando che il Comune di Correggio non ha alcun lavoratore alle proprie dipendenze di etnia sinti o residente nel campo nomadi. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google