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Rapimento-shock, perizia sul camionista

Tiziano Soresina

Accolta in Appello la richiesta della difesa: da valutare la capacità d’intendere e di volere e la pericolosità sociale del 55enne

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GUASTALLA

Dal 12 aprile 2017 il camionista guastallese Tiziano Zerbini è in carcere, cioè dal giorno in cui, in evidente stato confusionale, aveva tentato di rapire una bambina di 9 anni all’oratorio don Bosco, in pieno centro.

Una vicenda che scosse non poco il paese e fece venire a galla – secondo gli accertamenti dei carabinieri – le precedenti avances a due ragazzine di 14 anni, cioè l’offerta di denaro in cambio di prestazioni sessuali.



Un caso delicatissimo che ancor oggi suscita sconcerto, ma anche qualche lecito dubbio sulla lucidità mentale di quest’uomo che da quel giorno è ristretto in carcere.

Dubbio che dev’essere venuto anche alla Corte d’appello di Bologna. Il collegio giudicante felsineo ha, infatti, ora disposto una perizia psichiatrica per capire quali fossero le condizioni mentali del camionista al momento dei fatti, anche per valutarne la pericolosità sociale.

I giudici hanno di fatto accolto la richiesta in tal senso dell’avvocato difensore Mariasilvia Grisanti che nelle motivazioni d’appello ha rimarcato la necessità d’investigare sulla mente del suo assistito.

Lo farà ora un esperto – lo psichiatra bolognese Renato Ariatti – e la perizia verrà seguita anche dal consulente nominato dalla difesa (cioè il dottor Nazario Santolini). Fra tre mesi si conosceranno – in aula – gli esiti di questa importante valutazione psichiatrica.



In primo grado, cioè in tribunale a Reggio Emilia, la richiesta di perizia psichiatrica era stata rigettata dal gup Angela Baraldi. Ora questa svolta giudiziaria.

Giudicato con rito abbreviato – quindi con sconto di pena di un terzo –nel novembre scorso Zerbini era stato condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione per le accuse di tentato sequestro di persona, molestie e atti osceni in luogo pubblico. Il camionista è finito nei guai anche per aver molestato due bambine tra i 10 e i 12 anni. La vittima del tentato sequestro e una delle ragazzine molestate si sono costituite parte civile e nella sentenza di primo grado il giudice ha condannato il 55enne anche al pagamento di una provvisionale di 5mila euro alle minori, mentre il risarcimento-danni è stato rimandato in sede civile. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 12 aprile di un anno fa aveva tentato di rapire una bambina di 9 anni all’oratorio don Bosco. Era arrivato in auto, all’interno della quale poi vennero trovate molte bottiglie di birra e, dopo averla parcheggiata in strada, era entrato all’oratorio. Nel fare ritorno verso l’uscita, si era avvicinato a una bambina e l’aveva presa per mano, tirandola. Subito erano intervenuti altri bambini e numerosi educatori, che avevano bloccato l’uomo. —





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